Rete unica tlc, manca solo la firma – a cura di Telpress

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Cavi di fibra ottica - Foto di PDPics da Pixabay

Tutto sembra pronto per la firma del memorandum of understanding che darà vita alla rete unica tra Tim e Open Fiber: se però l’allineamento fra Tim, Cdp e Macquarie sarebbe stato trovato, sul dossier resta il nodo legato a Kkr, con il fondo americano che in questa partita potrebbe giocare un doppio ruolo, quello di venditore in quanto socio Fibercop, e in questa posizione avrebbe dato il via libera, ma anche di compratore in veste di futuro azionista della società in cui confluiranno le reti di Tim e Open Fiber, posizione su cui il fondo resta attendista. Sullo sfondo, spiegano in dettaglio Sole (p.30) e Messaggero (p.17) resta il tema del co-investimento, con la richiesta di Tim ad Agcom di indicizzare i prezzi proposti ai coinvestitori nel progetto Fibercop e all’inflazione, che potrebbero portare Agcom a retrocedere il procedimento al punto di partenza. Contro questa possibilità Kkr è pronta a dare battaglia, anche se in caso di stallo del fondo Usa gliM altri tre firmatari sarebbero pronti a procedere anche da soli. Secondo Stampa (p.26) Kkr è contro il rialzo dei prezzi all’ingrosso, il che complicherebbe l’intesa sull’infrastruttura: il fondo Usa infatti avrebbe dubbi sul fatto che il ritocco possa favorire Open Fiber. Intanto l’Antitrust ha avviato alcune istruttorie nei confronti di Tim, Wind, Fastweb e Vodafone per pratiche commerciali scorrette: in particolare le quattro società tlc avrebbero «continuato a emettere fatture, anche in seguito alla comunicazione della richiesta di cessazione del rapporto e di chiusura della linea, anche dopo solleciti e doglianze da parte di consumatori e microimprese, omettendo così di chiudere il relativo contratto (fatturazione post-recesso)». Il tema su MF

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