Ripartenza lenta per lo spettacolo tra coprifuoco e limitazioni

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Photo by Paolo Chiabrando on Unsplash

Da oggi lo spettacolo torna, lentamente, a vivere. È entrato in vigore oggi il nuovo Decreto Covid, ribattezzato riaperture, che permette di riaprire i battenti, seppur con diverse limitazioni e accortezze, a teatri, cinema, musei sale da concerto e palazzetti.

Le regole per tornare a “vivere” gli spettacoli – Vediamo cosa prevede nel dettaglio il nuovo decreto per questo settore. In zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in “sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali”, sia all’aperto che al chiuso, dovranno prevedere “posti a sedere preassegnati” assicurare “il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale”. Stabilito un tetto massimo di capienza che non potrà essere comunque superato, che è fissata al 50% del numero massimo di spettatori e comunque mai più di 1000 persone per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi. Per questi motivi sara obbligatoria la prenotazione per l’accesso agli eventi. Per particolari eventi, ancora non individuati, si prevede che “l’accesso sia riservato soltanto ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi”. Dovranno ancora attendere gli abitanti delle zone arancione e rossa per cui le regole non cambiano: teatri, cinema e musei restano chiusi finchè i dati dell’epidemia non consentiranno il ritorno al colore giallo.

I cinema – Tra i primi a riaprire ci sono i Cinema, che cercano di sfruttare la coincidenza con l’assegnazione degli oscar per portare pubblico in sala. Anche se causa coprifuoco alle 22 e pochi titoli inediti (molti sono visibili sulle piattaforme streaming) la riapertura sarà graduale e a singhiozzo. Per questo, come scrive Fulvia Caprara sulla Stampa, la sensazione è che ad essere favoriti saranno più i cinema di quartiere che non le multisala. In quella che potrebbe essere, almeno per il momento, una inversione a U rispetto all’andamento pre-Covid in cui i grandi multiplex stavano soffocando le piccole realtà. “Le limitazioni imposte dal coprifuoco – spiega al quotidiano Torinese Luigi Lonigro, presidente dei distributori dell’Anica e direttore di OlDistribution – favoriscono le sale centrali o di quartiere, raggiungibili, anche a piedi, da un pubblico adulto, che va al cinema di pomeriggio. Per le altre strutture, quelle più grandi, periferiche, frequentate da ragazzi abituati agli spettacoli serali, bisognerà aspettare ancora un po’”. L’assenza di titoli freschi a spinto alcuni big come UCI Cinema e The Space Cinema, ad annunciare la riapertura nella seconda metà di maggio. Nel frattempo spazio ai cinema “vecchio stile”, quelli che puntano sui film d’autore e le realtà che hanno una clientela affezionata e refrattaria alle sirene dello streaming.

I teatri – Stessa tendenza si registra sul fronte teatrale, che fa registrare molte aperture “simboliche”. Gli spettacoli necessitano di preparazione, le tournè programmate ed è difficile partire in un clima ancora molto incerto.
Di certo il fattore coprifuoco sarà un importante ago della bilancia per capire se gli spettacoli potranno ripartire veramente o se si tratta di una “falsa partenza”. Per questo molti attendono almeno metà maggio per riaprire a tutti gli effetti: sperano quantomeno in un allungamento dell’orario di rientro a casa alle 23.

Per ora dunque si tratta di una ripartenza lenta ma “dobbiamo essere pazienti e ottimisti – aggiunge Lonigro -. Il processo sarà graduale e il coprifuoco ha un ruolo centrale. Speriamo si possa presto ipotizzare il percorso classico cena-cinema o cinema-pizza, vorrebbe dire che la vita normale riprende”.

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