Rita Borioni: “Voglio essere informata in tempo reale” da Foa

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Il consigliere Rai, Rita Borioni. Foto dal profilo Facebook.

I consiglieri d’amministrazione della Rai non toccano palla. E la Sala Orsello è una stanza senza bottoni, utile giusto per apporre qualche timbro. Perché le decisioni importanti vengono prese altrove al settimo piano. Chi conosce il mondo Rai questo lo sa bene. Ma oggi in Viale Mazzini sembra emergere un problema ancora più grande: ai consiglieri d’amministrazione le cose non vengono neanche dette dal presidente e dall’amministratore delegato. O meglio, vengono dette con molta calma, quando ormai sono addirittura finite sui giornali. Lo ha spiegato a Lo Specialista il consigliere Rita Borioni, indicata in cda dal Partito Democratico.

Lei lamenta un deficit di informazioni ai consiglieri da parte del presidente Marcello Foa. E quindi l’impossibilità di svolgere le funzioni di controllo e garanzia che vi assegna lo statuto dell’Azienda. Un problema che sembra toccare e turbare solo Lei e il consigliere eletto dai dipendenti Rai, Riccardo Laganà. E non gli altri colleghi consiglieri. Ha capito perché? E gli altri consiglieri cosa dicono? “Nessuno apre bocca. Agli altri consiglieri evidentemente va bene che le lettere della commissione di Vigilanza sulla Rai siano consegnate dopo otto giorni che sono arrivate al presidente e all’ad”, ha esordito Borioni. Ma Foa vi accusa di pretendere la cogestione della Rai. Come vi comporterete in futuro? Lascerete la presa o raddoppierete gli sforzi? “Io voglio essere informata in tempo reale delle questioni importanti che riguardano l’Azienda. Anche perché – ha sottolineato Borioni – non posso leggerle prima sui giornali… Non le sapesse nessuno, lo capirei… Ma che le cose le sappia la stampa e noi consiglieri restiamo all’oscuro, lo trovo davvero ridicolo. Di quella lettera di Barachini dell’11 aprile, per esempio, lo sapevano tutti. Tutti ne conoscevano il contenuto e io, consigliere d’amministrazione, non potevo avere quella lettera. Questo per me è un grosso problema”.

Lei è al secondo mandato. A livello di gestione e operatività è meglio questo cda – che ha adottato la nuova legge sulla governance voluta da Matteo Renzi – o era meglio il precedente? “Le leggi possono prevedere quello che vogliono, la differenza la fanno soprattutto le persone che le devono mettere in pratica. Non nego, però, che ci sono dei problemi nella nuova legge sulla governance Rai”. Un esempio? “Sono convinta che un cda così ristretto – considerando l’azienda che deve governare, con 2,5 miliardi di fatturato e 13mila dipendenti – sia problematico. Soprattutto guardando alla fonte di nomina dei consiglieri. C’è una tendenza alla radicalizzazione delle posizioni. È stata una scelta sbagliata”. Quindi meglio un cda più numeroso? “Sì, con nove consiglieri si riusciva a creare più dibattito e c’erano meno posizioni radicali. Quattro di noi sono nominati dal Parlamento, e hanno un mandato preciso, è inutile che ci raccontiamo storie. Mancano figure di collegamento. È un cda blindato”.

Inoltre lei sarebbe un consigliere di maggioranza, ma è all’opposizione. “Gli equilibri all’interno della Rai non sono mai cambiati, anche col nuovo governo di quest’estate. Non è cambiato nulla, né sul piano della governance e neanche su altri piani”. Mi sta dicendo che è rimasta la Rai a trazione giallo-verde? “Assolutamente”. L’emergenza ha messo in ginocchio i palinsesti delle tv e anche quelli della Rai. Ha visto cosa manderete in onda in estate e nel prossimo autunno? “No, non abbiamo ancora visto nulla. Io personalmente ho chiesto a più riprese notizie sui palinsesti. Anche perché è prassi – ha concluso Borioni – che almeno quelli autunnali facciano un paio di passaggi in cda. Ci è stato detto che ci stanno ancora lavorando. Siamo quasi a maggio e non sappiamo nulla”. Quando il prossimo cda? “Il 12 maggio”. Questo almeno Foa lo ha detto…

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