Ritardi nel nuovo digitale – La rassegna del 7 maggio

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Nuova tv in stallo, ma c’è il piano b (Italia Oggi p.17). Il processo di liberazione della banda 700 a favore del 5G e di riorganizzazione delle tv nella parte restante delle frequenze destinate al digitale terrestre è in enorme ritardo. A settembre ci sarà il primo gradino da salire, quando le trasmissioni cambieranno codifica (da Mpeg2 a Mpeg4) pur restando con l’attuale versione del Dvb-t. Ma lo scoglio enorme è quello del giugno del prossimo anno quando, secondo i piani, si dovrebbe passare al digitale terrestre di seconda generazione con la possibilità che un numero molto alto di famiglie italiane non abbia i ricevitori adatti e quindi non possa vedere la tv. Sul lato degli operatori restano le difficoltà, soprattutto per le emittenti locali. Ma c’è un piano b: scegliere una via di mezzo per il giugno 2022, mantenere il salto tecnologico che si dovrebbe fare a settembre e riservare il passaggio al Dvb-t2 a un periodo successivo, iniziando da subito al massimo con alcune reti. Il risultato sarebbe che le frequenze per il 5G verrebbero comunque liberate, che gli operatori non perderebbero a un tratto tutta l’audience e i cittadini continuerebbero a vedere la tv. Tutto ruota sulle tv locali, la riorganizzazione delle quali aprirà le danze sul resto.