Rivoluzione Radio Rai targata Roberto Sergio: gli ascolti? “Rilevazioni inadeguate. Sfida è sul non lineare e podcast”

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Il dirigente Rai, Roberto Sergio

In Rai uno dei settori che si è più evoluto, aggiornandosi costantemente e non perdendo il passo con i tempi, è anche il più antico e tradizionale: la radio. La sede della radiofonia di Via Asiago è storica, da qui fu trasmesso agli italiani il messaggio con cui Pietro Badoglio comunicava l’armistizio, l’8 settembre del 1943, da qui Corrado annunciò al Paese che finalmente la guerra era finita. Proprio in questi giorni, con l’attenuarsi delle restrizioni per il covid, le sale di via Asiago sono tornate ad ospitare la musica dal vivo con “Ouverture”, concerto degli allievi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. “Rai Radio è la casa della musica e delle performance live”, commenta il direttore di Rai Radio Roberto Sergio. “Con un po’ di ottimismo confidiamo in una vera, importante e definitiva ripartenza di tutto il settore degli eventi musicali”.

LA RIVOLUZIONE – Sergio, manager apprezzato in Viale Mazzini e secondo i boatos in lizza per una poltrona di ad (o dg) nel nuovo vertice Rai, si è reso protagonista in questi anni di una piccola rivoluzione, che ha modernizzato la sua divisione, a partire dalle sale e ha visto la radio diventare tv, con le dirette “visual” dei programmi di Radio2, che, in termini di ascolti, sono stati altrettanto competitivi come i format squisitamente televisivi. Tra i punti di forza, anche le sinergie create con le istituzioni: dall’Arma dei Carabinieri, che si collega ormai da tre stagioni in diretta con I Lunatici, raccontando le notti delle pattuglie dislocate nel territorio, al ministero della Cultura, con cui, assieme anche alla Siae, è nato recentemente “Sulle strade della musica”, uno spazio interamente dedicato ai giovani cantautori, che racconteranno ai microfoni di Isoradio le loro sfide, le loro emozioni, le soddisfazioni ma anche le delusioni e la voglia di non mollare per realizzare i loro sogni. Il futuro vedrà sempre più centrali anche i podcast e i contenuti digitali. È stato lanciato infatti Rai Play Sound che offrirà contenuti originali audio disponibili in streaming e per l’ascolto offline, oltre che il live streaming e l’ascolto on demand di tutte le trasmissioni in onda sui canali radio Rai. RaiPlay Sound avrà un’interfaccia intuitiva ed accattivante e funzioni di ultima generazione che la renderanno accessibile in mobilità, a casa o in macchina per ampliare la digital audience Rai e il pubblico, sempre più ampio, interessato al mondo dei podcast.

SOGNANDO FIORELLO E AMADEUS – Per quanto riguarda i palinsesti, tante novità e alcune conferme importanti. Su Radio1 tra le conferme ci sarà ancora Giovanni Minoli, tra le novità invece Walter Veltroni. Su Radio2 quasi tutti i programmi di punta riprenderanno a settembre. La squadra degli speaker verrà rinforzata dall’ingresso di Pierlugi Diaco, che avrà un suo spazio quotidiano. Trattative riservate sono in corso – a quanto apprende AdgInforma.it – con Fiorello e Amadeus. L’obiettivo sarebbe di ricomporre a via Asiago il tandem che ha condotto brillantemente gli ultimi due festival di Sanremo.

INFINE GLI ASCOLTI, il cui metodo di rilevazione è stato ripetutamente criticato da Roberto Sergio: “In tre anni il TER ha rischiato più volte di affondare. Oggi l’inadeguatezza di quella metodologia – allarga le braccia il direttore di Radio Rai – è sotto gli occhi di tutti e il Tavolo Ter si sta sempre più compattando in questa direzione. Il primo semestre 2021 registrerà una contrazione dell’ascolto complessivo dovuto a all’erosione di quote da parte dei servizi di audio on demand e ridistribuzione share con crescite per la Rai. Proprio lo share è l’unico dato che ha senso. Solo quello vale in un mercato in contrazione. Sugli ascolti del lineare lotte e polemiche inutili. Continuiamo a guerreggiare su un punto percentuale rilevato da TER sull’Fm, quando la sfida strategica – ha concluso Sergio – è sul non lineare e sui podcast”.

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