Rivoluzione X Factor. Stessa giuria ma cambia suddivisione squadre

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Giudici XFactor 2021. Foto da ufficio stampa Sky

Per Sky è tempo di alzare il sipario sulla prossima edizione di X Factor, il talent show canoro che ormai dal 2008 appassiona milioni di telespettatori. Se la scelta di affidare la conduzione all’attore Ludovico Tersigni era già stata annunciata giorni fa, ora sono stati resi noti altri importanti dettagli (alcuni dei quali piuttosto inaspettati) riguardo il nuovo corso del programma.

LA GIURIA NON SI TOCCA – Partiamo da ciò che resterà uguale rispetto allo scorso anno, ovvero i quattro artisti che andranno a ricoprire il ruolo di giudici/coach. Sono infatti stati riconfermati in blocco Emma, Hell Raton, Manuel Agnelli e Mika, i quali, nonostante il calo di ascolti dell’ultima edizione, erano comunque riusciti ad ottenere il gradimento di buona parte del pubblico. Un quartetto decisamente variegato che include in sé diversi generi musicali e differenti visioni sul mondo della musica e sul mercato discografico. Emma è senza dubbio una delle voci femminili italiane più apprezzate degli ultimi anni, Mika è un’artista internazionale in grado di esportare la propria musica in gran parte del mondo, Manuel Agnelli, frontman degli Afterhours, è ormai da decenni uno dei pilastri del rock italiano, e poi Hell Raton, producer che attraverso la sua Machete Empire Records nel corso degli ultimi anni ha lanciato sul mercato e collaborato con alcuni degli artisti rap ed hip hop più apprezzati della scena nazionale.

SQUADRE IN BASE ALLA PROPOSTA MUSICALE – Detto della conferma dei giudici, la notizia più clamorosa annunciata dall’azienda è la rivoluzione nella composizione delle quattro squadre, che non saranno più suddivise in base ad età, sesso e formazione musicale dei concorrenti (under 24 uomini, under 24 donne, over 24, gruppi) come era sempre stato finora, bensì verranno composte in maniera eterogenea basandosi esclusivamente sulla proposta musicale e sulla progettualità artistica. Una decisione che fa della versione italiana di X Factor la prima al mondo ad abolire le tradizionali categorie per la suddivisione delle squadre, portando così avanti un percorso che permetta al format di stare al passo coi tempi e mettere ancora di più al centro il talento, privato di barriere e stereotipi che limitino l’inclusività e l’esaltazione delle diversità. “Una novità che è parte integrante del percorso e del DNA di X Factor, da sempre un programma figlio del suo tempo, sia nella musica dove la missione è quella di non seguire le tendenze ma cercare di anticiparle, sia nella società, sostenendo da sempre senza alcun timore i princìpi di inclusività e accoglienza che tutti noi riteniamo essere fonte perenne di arricchimento” così Antonella d’Errico, Vicepresidente Esecutivo Programming di Sky Italia, “Eliminando la storica divisione in categorie, X Factor non solo accoglie il cambiamento, ma vuole farsene portabandiera: in un mondo che non ha più bisogno di fare distinzioni di genere o di età, per noi talento è un sostantivo neutro. A tutti i concorrenti che saremo orgogliosi di accogliere sul palco chiederemo di portare con sé l’unica cosa che davvero gli occorre: il loro personale, unico X Factor”.

IL TALENT DIVENTA CONTEST – Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli stessi giudici, che hanno mostrato grande entusiasmo ed interesse verso questa storica novità. “Sono curiosissima di affrontare questa nuova sfida senza le barriere dei generi. Per questo ringrazio tutti gli autori che sono riusciti a portare a casa questa bella scommessa” commenta Emma,  “Saremo i primi nel mondo a farlo, è giusto così: basta limiti, basta ghettizzarsi, soprattutto nell’arte, quando si è veramente liberi si vivono emozioni ed esperienze molto più profonde”. Ancora più ampio il discorso di Manuel Agnelli, che definisce il nuovo X Factor come “un talent che diventa definitivamente un contest. Un progetto che si apre non solo a generi musicali poco rappresentati in tv, ma soprattutto ad un approccio nei confronti della musica non per forza condizionato dalle scelte e dalle convenienze del mercato. Meno condizionato anche dalle esigenze della televisione stessa. Perché è cambiata la percezione della gente e quello che in teoria non dovrebbe essere televisivo finalmente lo è diventato”. Ed ancora, “Un programma che fa del racconto della musica in televisione il proprio centro” spiega il cantautore milanese, “Ci permetterà di approfondire i diversi approcci musicali in maniera più netta e più libera dai paletti del format. È la natura del programma, grazie alle persone che lo compongono e progettano, che cambia sempre di più. Con la giusta velocità e la giusta misura per non fare i situazionisti o i ribelli della domenica, ma in maniera netta”.

LE QUATTRO FASI DEL PROGRAMMA – La struttura generale del talent prevederà quindi una prima fase dedicata (come sempre) alle Audition, che verrà superata da tutti i concorrenti che riceveranno almeno 3 “sì” su 4 dai giudici. Tra questi verrà in seguito fatta un’ulteriore scrematura per arrivare a selezionare i 48 artisti che accederanno ai Bootcamp. Qui, ad ognuno dei giudici saranno assegnati 12 artisti a testa, suddivisi dalla direzione musicale in base al tipo di progettualità artistica e non più, come detto, in base ad età e sesso. A questo punto le cose procederanno in maniera piuttosto simile alle precedenti edizioni, con un’ulteriore selezione di concorrenti per giungere alla fase degli Home Visit, dove ogni giudice/caposquadra dovrà scegliere solamente tre artisti da portare con sé ai Live, con l’unica regola fissa di dover selezionare almeno un solista e almeno una band.

 

 

 

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