Par condicio, Mentana: Agcom non entri nel recinto del giornalismo”

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Il 4 marzo si vota per le elezioni politiche ed è tempo di par condicio (tutela del pluralismo e della parità di trattamento nei programmi di informazione) sia per la Rai sia per le tv private. In queste ore ci si interroga in particolare sull’opportunità di alcune prescrizioni (art. 7 comma 4) contenute nel regolamento dell’Agcom relativo alle tv private. In sostanza l’Authority intima di bilanciare gli interventi di opinionisti e giornalisti all’interno dei format. Una questione spinosa, che ha spinto la stampa ad approfondire l’argomento. E ben tre quotidiani stamane hanno interpellato Enrico Mentana: Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano e Il Giornale.

Sul Corriere il direttore del Tg La7 spiega che si vuole intervenire con l’accetta e fare a tutti i costi una norma “Sallusti-Travaglio” senza avere i tools, gli strumenti per agire. Meglio dunque, per Mentana affidarsi “al buon senso del conduttore”.”L’elettore – aggiunge – il pubblico non è bue, è in grado di distinguere da solo Travaglio da Sallusti e di scegliere se cambiare canale o meno”. “Assurdo pensare che a spostare i voti possano essere le opinioni espresse in tv da un non politico”. “L’Agcom – la chiosa di Chicco – si limiti a regolare i tempi di esposizione dei politici o l’uso legittimo dei sondaggi ma, non entri nel recinto del giornalismo”.