Salini dimentica l’emergenza RaiSport: un pastrocchio

0
482

La direzione della Testata giornalista regionale, lasciata vacante da Vincenzo Morgante; la direzione del Gr Radio salutata da Gerardo Greco; e la direzione di RaiSport, abbandonata da Gabriele Romagnoli. Sul tavolo dell’ad Rai, Fabrizio Salini, già durante l’estate campeggiava un dossier su queste tre “urgenze”. Sono passati mesi e le prime nomine il cda le ha appena fatte: alla Tgr è arrivato Vincenzo Morgante e alla Radio Lucca Mazzà. A RaiSport, invece, non si è visto nessuno. Al settimo piano si racconta che quella casella sia da assegnare in quota Lega. E che il candidato principe sia Maurizio Losa. Per un momento ha provato ad insidiarlo, in quota Malagò, Iacopo Volpi. Ma Giancarlo Giorgetti non avrebbe gradito… E un pensierino, sospinto da un flebile venticello grillino, ce lo aveva fatto anche Enrico Varriale. I ben informati, poi, raccontano anche di un possibile approdo allo sport (con delega ai diritti tv) di Mario Orfeo. Ma l’ex dg – a quanto apprende LoSpecialista.tv – a “Beirut” non ci vuole proprio andare.

PASTROCCHIO EDITORIALE – Ma lasciamo per un attimo il totonomine, e cominciamo il nostro breve viaggio all’interno di RaiSport. Un vero e proprio “pastrocchio” editoriale, in cui il palinsesto lo ha impostato un direttore che si è dimesso, l’ha ritoccato un direttore ad interim senza poteri e si attende che un nuovo direttore scriva un vero e proprio piano editoriale. Una situazione di un’assoluta precarietà e provvisorietà, condita – si racconta – da faide interne e incrostazioni ormai ventennali. Gabriele Romagnoli, 57 anni, ha lasciato sbattendo la porta il primo agosto 2018, denunciando di aver trascorso “due anni e mezzo a Beirut”, “dove ci sono 17 confessioni religiose, faide e bombe che scoppiano qua e là”. Da allora c’è l’interim di Bruno Maria Gentili, un grande professionista e una brava persona. Ma è comunque un direttore dimezzato. Non può presentare un piano editoriale, e non può prendere decisioni importanti ed urgenti. Un esempio? Da alcuni mesi è vacante il ruolo di caporedattore della redazione calcio. È come se il Tg1 non avesse il capo del politico… E’ stato fatto ad agosto 2018 un regole job posting e la scelta viene demandata al nuovo direttore che però – come detto – non esiste. Un vuoto di potere che si riscontra anche tra i vicedirettori: con Gentili direttore ad interim e Marco Mazzocchi in distacco a Rai2, sono rimasti come vicedirettori della testata soltanto Maurizio Losa, Marco Franzelli e Donatella Scarnati. Pochi per una struttura che conta 120 giornalisti e che di vice ne ha sempre avuti cinque.

DIGITALIZZAZIONE E WEB – Ironia della sorte, RaiSport è stata la prima testata giornalistica ad andare sul digitale e sarà l’ultima ad essere digitalizzata. Il 25 maggio del 2018 è stata assegnata la gara d’appalto e entro 12 mesi si dovrebbe chiudere l’operazione. Questo in teoria… Ma almeno il percorso è partito. Anche la situazione web appare drammatica. Sembra ci siano solo una manciata di giornalisti dedicati al mondo internet, il sito www.raisport.rai.it non viene aggiornato con frequenza e gli account social non cinguettano. Se SkySport ha 2.320.000 follower e Raisport ne ha 203.000, sarà pure un motivo di riflessione per la “Rai del cambiamento”.

GLI ASCOLTI E LA COLLOCAZIONE – Ultimo capitolo, ma non per importanza, è quello degli ascolti del canale RaiSport. Viene emesso anche in hd con una buonissima qualità d’immagine, ma indubbiamente è introvabile sul telecomando relegato al tasto 57. Nonostante questo gli ascolti sono discreti durante gli eventi in diretta (tipo la partita della Serie B del venerdì sera), e quando lo sport si affaccia sulle reti generaliste. Ma il resto della programmazione fa una fatica enorme. Insomma, caro Salini, non c’è tempo da perdere. L’urgenza RaiSport va risolta mettendo in un angolo, almeno per una volta, i tempi di Marcello Foa e della politica…