Salini pensa al “trasloco” di RaiSport che ora minaccia lo sciopero

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Foto da account twitter @RaiSport

Acque agitate a RaiSport. L’ad Rai, Fabrizio Salini, ha portato nel cda del 14 ottobre scorso un documento di razionalizzazione dell’offerta che coinvolge diverse strutture editoriali e volto a garantire all’Azienda un risparmio di 20–22 milioni di euro all’anno. E a farne le spese – oltre al canale istituzionale e al canale in inglese – ci sarebbero anche i due canali RaiSport, per i quali sono previste “ottimizzazione e razionalizzazione”. Due belle paroline che si traducono in chiusura sul digitale terrestre e approdo su RaiPlay, con un risparmio stimato tra i 6 e i 13 milioni l’anno. È solo un’ipotesi, al momento, e non è detto che l’ad la porti nel prossimo cda del 30 ottobre per sottoporla al voto del cda. Ma Salini – a quanto apprende AdgInforma.it – ha incontrato il direttore di RaiSport Auro Bulbarelli per rassicurarlo.

Il capo Azienda, infatti, avrebbe garantito un incremento delle ore di sport su Rai2, destinata a diventare la rete generalista votata allo sport. Su Rai1, poi, i grandi appuntamenti di calcio (in primis nazionale e fasi finali della coppa Italia). Una soluzione, sembra, caldeggiata anche da RaiPubblicità. E a chiusura del cerchio ci sarebbe come detto lo spostamento dei canali RaiSport dal digitale terrestre alla piattaforma RaiPlay. Una soluzione che non sembra dispiacere affatto a Bulbarelli in quanto consentirebbe di non avere limiti di spazio su internet per gli sport minori. A patto, però, che questo processo – ha spiegato il direttore in una comunicazione alla redazione – sia trasparente, graduale (bisogna attendere un paio d’anni, ovvero che le smart tv entrino nelle case della maggior parte degli italiani) e rispettoso dei telespettatori e delle federazioni degli sport minori. Il tutto assicurando il ruolo di servizio pubblico. Oscurare i canali RaiSport nei tempi sbagliati – ha avvertito Bulbarelli – provocherebbe un danno d’immagine irreparabile. Ora Bulbarelli dovrà fare un nuovo incontro con l’Azienda per conoscere gli sviluppi del progetto. Nel frattempo la sua redazione – nonostante il tentativo di rassicurazione – è sul piede di guerra. Quasi 120 giornalisti temono lo smantellamento della Testata. E ora minacciano lo sciopero. Vediamo perché…

“Anche se il progetto riguardasse solo la chiusura del nostro canale e non della Testata – spiega una nota del cdr di RaiSport – sarebbe comunque gravissimo e inaccettabile, perché si tratterebbe del preludio a una chiusura totale di RaiSport, testata storica della Rai. È evidente che senza il canale la redazione perderebbe la sua identità e sarebbe presto smantellata. E la Rai verrebbe meno al suo ruolo di sevizio pubblico, perché i primi a essere penalizzati sarebbero i milioni di appassionati che pagano il canone e che si vedrebbero privati del diritto di seguire lo sport in chiaro, senza essere costretti a pagare un abbonamento alle pay tv. A rimetterci sarebbe anche la stragrande maggioranza delle discipline sportive, che senza un canale del servizio pubblico dedicato sarebbe destinata a sparire da tutti i palinsesti. RaiSport non può chiudere. Al contrario deve essere rilanciata. Ma i segnali che da tempo ci manda l’Azienda sono inequivocabili e perfettamente in linea con il progetto di chiusura. E il tentativo del Direttore di rassicurarci ha ottenuto l’effetto diametralmente opposto, creando ulteriore preoccupazione, visto che nella sua mail alla redazione sposa in pieno questo progetto. Chiediamo, perciò, un’assunzione di responsabilità e una ferma presa di posizione del Direttore, che deve chiarire inequivocabilmente e in tempi brevi se sta dalla parte della redazione e della Testata che dirige, o se sta invece con l’ad, che la vuole chiudere. Pretendiamo un confronto serrato e immediato sia con la Direzione, sia con l’Azienda, per avere dei chiarimenti sul futuro di RaiSport, e per discutere un serio piano di rilancio della Testata, del Canale e dell’intera offerta sportiva della Rai. L’assemblea dei giornalisti di RaiSport, all’unanimità, proclama da subito lo stato di agitazione e affida al cdR – conclude la nota – un pacchetto di tre giorni di sciopero”.

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