Salmo investito.. Ma è solo pubblicità per lanciare il disco. Le vittime della strada: “Superato il limite”

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La pubblicità di Salmo in stazione centrale a Milano

Nella stazione centrale di Milano da qualche giorno campeggia una installazione pubblicitaria un po’ macabra: una cadillac con le fiancate griffate “Spotify” e un uomo esanime sul cofano. Il vetro dell’automobile in frantumi e le ammaccature sull’auto inscenano un incidente appena avvenuto, con un uomo investito. Quell’uomo, raffigurato da un manichino, è il rapper Salmo che, ancora una volta, ha scelto un modo alquanto originale per lanciare il suo ultimo album “Flop” uscito il 1 Ottobre.

L’artista nato a Olbia non è nuovo a queste trovate pubblicitarie stravaganti: nel 2019, per promuovere il concerto che avrebbe dovuto tenere qualche mese dopo allo stadio San Siro, fece affiggere un cartellone pubblicitario in zona Navigli in cui il suo volto era ricoperto di sangue. Ottenne una censura e la rimozione della pubblicità.

Questa estate, poi, per protestare contro il blocco dei concerti e degli spettacoli dal vivo imposto dal governo per limitare la pandemia, aveva organizzato un concerto “non autorizzato” in piazza ad Olbia, infischiandosene delle norme sul distanziamento. L’azione aveva scatenato polemiche e diverse prese di posizione tra chi appoggiava le modalità della protesta del rapper e chi era contrario.

L’ultima trovata, con il suo manichino investito in bella mostra, ha subito ottenuto la protesta dell’Associazione delle vittime della strada (Aivis). La sua presidentessa, Manuela Barbarossa, ha accusato Salmo di aver oltrepassato il limite: “Ci dispiace che per lanciare un prodotto come una canzone o qualsiasi cosa si utilizzino strumenti di questo genere – ha dichiarato Barbarossa al magazine online MoV -. Si sta passando quel limite che non andrebbe mai superato, cioè di usare strumentalmente tutto. Purtroppo ci hanno ormai abituato a utilizzare qualsiasi cosa, dal corpo alla dignità”.

“Tutto è diventato strumentalizzabile, tutto è merce di scambio. Dispiace – ha proseguito la presidentessa dell’Aivis -, perché vuol dire non riflettere fino in fondo su quello che si sta facendo. Stiamo normalizzando l’anormale. Non mi sembra neppure di cattivo gusto, rientra in questa mentalità sdoganata socialmente. Salmo, come tanti altri, riducono tutto a merce. Di certo non è encomiabile da parte sua”.

Infine Barbarossa fa una proposta al rapper: “Lui che vorrebbero distinguersi, in realtà rientra a pieno titolo nella massa. Per distinguersi sarebbe stato utile elevarsi un pochino, per cui se ci vuole contattare possiamo dargli qualche consiglio”. Salmo, che per ora non ha risposto, accetterà l’invito?

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