Salvi i fondi all’editoria. Approvati emendamenti al Milleproroghe sullo slittamento ai tagli

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Photo by Bank Phrom on Unsplash

Con un’approvazione bipartisan, nel fine settimana le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato due emendamenti al Milleproroghe, che rinviano di altri due anni l’entrata in vigore del graduale azzeramento del contributo ai giornali. Una decisione che è una vera e propria boccata di ossigeno per tante testate messe in ginocchio dalla crisi dell’editoria e dalla pandemia. Tra queste chi sorride sicuramente più di tutti è Radio Radicale che vedrà arrivare nelle sue casse 2 milioni di euro per il 2021 per il ruolo che gli viene riconosciuto di impresa radiofonica privata che svolge “attività di informazione di interesse generale”. Ma non sono i soli a festeggiare: tra chi beneficerà ancora dei fondi pubblici ci sono anche tanti quotidiani più o meno conosciuti, che senza questo slittamento sarebbero stati condannati a morte quasi certa. Ricordiamo l’editoriale di Norma Rangeri, direttrice del Manifesto, quando a Dicembre scorso, dopo la bocciatura in finanziaria dell’emendamento salva fondi, aveva accusato il governo di voler “togliere di mezzo” il quotidiano di ispirazione comunista (leggi qui il pezzo di AdgInforma.it).

Consenso da destra a sinistra – I due emendamenti portano la firma del deputato leghista Massimiliano Capitanio, segretario della Commissione per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi della Camera, che ha sottolineato come “l’approvazione in commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera dei deputati di due emendamenti della Lega al Milleproroghe rappresentano un sostegno al pluralismo e alla storia dell’editoria”.

Ma l’approvazione è arrivata da tutto l’arco costituzionale. Filippo Sensi in quota Partito democratico ha twittato “approvati in Commissione gli emendamenti che danno un po’ di fiato a @RadioRadicale e alle testate comprese nel fondo editoria. Pluralismo informativo e libertà di stampa. Una bella pagina per maggioranza e opposizione insieme”. Sempre per il Pd è arrivato il commento di Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati: “queste sono alcune tra le cose buone che ci aspettiamo da questa inedita maggioranza e che oggi costituiscono un ottimo risultato: manteniamo il pluralismo dell’informazione per cui il Pd ha sempre lottato. Non solo viene ancora riconosciuta l’utilità pubblica del servizio che quotidianamente rende Radio Radicale, ma si permette di sostenere giornali che altrimenti sarebbero condannati. Tra questi voglio ricordare il Primorski dnevnik la storica testata della minoranza slovena pubblicata a Trieste, che in qualche modo del pluralismo è uno dei simboli”.

Da destra anche Fratelli D’Italia ha espresso soddisfazione attraverso le parole di Federico Mollicone, capogruppo in commissione Editoria di Fdi e responsabile nazionale Innovazione del partito, che ha sottolineato come “l’approvazione degli emendamenti presentati da maggioranza e opposizione in favore di Radio Radicale, presidio di libertà e pluralismo, e del comparto dell’editoria, posticipando i termini di efficacia dei tagli all’editoria voluti da una parte dell’attuale maggioranza, è una bella pagina della storia parlamentare”.

La soddisfazione delle associazioni di categoria – L’approvazione dei due emendamenti è stato salutato con favore anche da tutto il comparto giornalistico. In particolare Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana ha sottolineato come questo passaggio rappresenti un “segnale forte a tutto il settore”, che “consente di sanare il vulnus che si era creato con il taglio progressivo dei finanziamenti, approvato con la legge di bilancio 2019”. “L’auspicio – aggiunge Lorusso – è che anche il nuovo governo presti attenzione alla salvaguardia del pluralismo dell’informazione”. Per il segretario Fnsi, “occorre riprendere al più presto il percorso virtuoso e condiviso con le parti sociali, avviato nei mesi scorsi sia sul versante di una riforma complessiva del settore dell’editoria sia sul versante della tutela del lavoro giornalistico, a partire dal contrasto al precariato e allo sfruttamento fino alla difesa del diritto d’autore”.

Anche Lazzaro Pappagallo, segretario dell’Associazione stampa romana ha giudicato “una buona notizia la decisione di maggioranza e opposizione di convergere su due emendamenti al Milleproroghe che attribuiscono risorse a radio radicale (2 milioni di euro) e rinviano di altri due anni il taglio ai contributi pubblici diretti al fondo per il pluralismo dell’informazione”. “È il riconoscimento pressoché unanime – ha aggiunto – del ruolo dell’informazione, anche di prossimità, in assoluto e oggi in questi anni segnati dalla pandemia”.

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