Salvini: Alcuni tg Rai sembrano quelli degli Anni ’20 o ’30

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Era il 2 maggio 2018, e l’informazione Rai diventò d’improvviso terreno di caccia di Luigi Di Maio (“presto sostituiremo i direttori dei Tg Rai”). Ora sappiamo che il leader grillino, già ministro dello Sviluppo e che quindi vigila sull’applicazione del contratto di servizio, terrà per sé la delega alle tlc. Ma sappiamo anche che l’informazione Rai è nel mirino anche del suo alleato di governo Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno martedì 12 giugno rilascia la sua prima intervista televisiva, si siede sulla poltrona di “Otto e Mezzo” e quando Lilli Gruber apre il fascicolo della tv di Stato,non usa mezzi termini. In base a quali criteri sceglierete il nuovo direttore generale della Rai e il nuovo presidente? “Merito e competenza”, parte col freno a mano tirato il leader del Carroccio. “Non mi chieda nomi perché non ho ancora spulciato nulla e non ho ancora guardato i nomi dei candidati al cda”. Lasci stare il cda, lo incalza la Gruber sapendo che il board non conta nulla o quasi. Chi sarà il dg? “Non posso farle fare questo scoop, so solo che sarà qualcuno che conosca la macchina”. Il primo banco di prova per un governo sono le nomine nel servizio pubblico. Come procederete? “Vedremo di non fare quello che ha fatto Renzi – si comincia a scaldare Salvini – che aveva detto fuori i partiti dalla Rai perché ci aveva lasciato solo il suo di partito. Ma ripeto, non so chi farà il direttore generale della Rai”. Quindi con voi i partiti saranno fuori dalla Rai? “Non saranno fuori, faranno scelte intelligenti. Dobbiamo nominare noi e non nomineremo un marziano. Faremo scelte equilibrate ed intelligenti – affonda sull’acceleratore il ministro dell’Interno – a differenza di chi ci ha preceduto perché alcuni telegiornali della Rai sembrano quelli degli anni 20 e degli anni 30”.

Per esempio? Chiede incuriosita la Gruber. “Non faccio nomi e cognomi, lascio giudicare i telespettatori. Lo dico da giornalista in aspettativa”, precisa Salvini. “Diciamo che in queste settimane sto vedendo un’opera di disinformazione a reti quasi unificate che non ha precedenti sulla storia d’Italia. Mi riferisco a carta stampata, radio e televisione”. Ma su cosa? “Su tutto – va quindi a tutta birra Salvini – sui numeri, i dati, le proposte, le dichiarazioni, mi son sentito dare del razzista, del ndranghetista, del delinquente, dell’assassino, ho le spalle larghe, non mi fanno paura. Perché gli italiani capiscono al di là di quello che scrivono e dicono qualche giornale e qualche tv. Non sto parlando di ‘Otto e mezzo’ – aggiunge sorridendo alla padrona di casa – e non sto parlando del Tgla7 di Mentana. Onore alla maratona Mentana. Adoro la critica ma non la disinformazione e l’insulto gratuito”. A Saxa Rubra, insomma, sono avvertiti. Anche perché Salvini ha chiosato: “Il governo durerà almeno cinque anni”.