Sanremo: il ricordo (sbagliato) di Tenco e quello (mancato) di D’Orazio

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La giornalista Barbara Palombelli. Foto da streaming.

Il festival di Sanremo è finito, ma sul palco dell’Ariston qualche polemica è rimasta. Nel mirino, in particolare, il monologo di Barbara Palombelli in cui ha citato la morte di Luigi Tenco e il mancato omaggio al batterista dei Pooh, Stefano D’Orazio, in scaletta nella serata di sabato e poi misteriosamente saltato. A lamentarsi delle parole della Palombelli sono i consiglieri d’amministrazione Rai Rita Borioni e Riccardo Laganà. “Tra discutibili palloncini in platea e monologhi forzati, sembra essere sfuggito, qui e lì, il controllo editoriale da parte dei vertici aziendali”, premettono in una nota congiunta. “E infatti è arrivata puntuale la legittima protesta dei familiari di Luigi Tenco tramite una lettera aperta nella quale stigmatizzano il monologo della Palombelli andato in onda il 5 marzo che, affermano, ha diffuso in mondovisione ‘notizie improbabili sulla vita di Luigi Tenco’. Non possiamo fare altro che chiedere scusa alla famiglia di Luigi Tenco e auspicare che venga riservato uno spazio opportuno e congruo su Rai1 per poter serenamente rettificare quanto esposto durante la serata del 5 marzo davanti alla platea del Festival di Sanremo 2021. Chiediamo inoltre sin da ora che la direzione artistica della prossima edizione di Sanremo venga affidata ad un interno Rai affinché possano essere salvaguardati al meglio gli autentici valori del servizio pubblico radio televisivo”.

AMAREGGIATI, poi, anche i Pooh. Roby Facchinetti in un lungo post su Facebook scrive: “Non possiamo dimenticarci di mandare un applauso a Stefano D’Orazio, che con i Pooh ha rappresentato la stagione più fertile della nostra grande canzone italiana. Questo palco, un Festival che si chiama ‘della canzone’, non poteva certo scordarsi di chiedere a voi, e a chi ci segue da casa, qualche secondo di attenzione per rivolgere un pensiero e un applauso alla memoria di Stefano D’Orazio. Ciao Stefano, non ti dimenticheremo mai”. “Ieri sera – aggiunge Facchinetti – sono rimasto sveglio quasi fino alle tre, cari amici, aspettando che Amadeus o chi per lui pronunciasse parole come queste. Non per presunzione, o perché fossero pretese da me, dai miei amici per sempre, da Tiziana. Ma perché il Festival di Sanremo le aveva promesse. Anzi, garantite. Il ricordo di Stefano era nella scaletta ufficiale, sia pure a ora tarda, ed in tale veste è stato confermato anche alla stampa. Tanto che quotidiani come L’Eco di Bergamo oggi riportano sia avvenuto, avendo dovuto chiudere le pagine ben prima che il Festival arrivasse a quel punto della scaletta. Invece, parole come quelle che ho scritto sopra, o altre comunque con lo stesso senso, né io, né i miei amici per sempre, né Tiziana, né voi le abbiamo sentite. E credo che allora non ci siano altre parole da spendere: sul Festival, i suoi autori, chi lo ha condotto. C’è solo amarezza. E poco importa si sia trattato di sbadataggine, ignoranza, trascuratezza o maleducazione. Davvero, poco importano le cause. Resta, indimenticabile, il fatto. E il mio commento al Festival di Sanremo 2021 – conclude – non può che esaurirsi qui!”.

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