Sanremo: la Rai stima +2% di share e alza i prezzi degli spot

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Prende corpo la 71esima edizione di Sanremo. Quello che Amadeus ha ribattezzato come il Festival della ripartenza, il luogo da cui mandare i grandi messaggi al Paese (come la campagna vaccinale). E cominciano ad affiorare anche le prime piccole certezze. Sarà un Sanremo in sicurezza ma non blindato; si farà dal 2 al 6 marzo, perché se lo posticipi diventa il FestivalBar; l’Ariston sarà uno studio televisivo in cui si potranno accomodare fino a 380 figuranti (conviventi per occupare poltrone vicine e tamponati) solo in platea (galleria chiusa); sul palco ci saranno le scale e in prima fila non ci saranno i dirigenti Rai. Sarà un Sanremo con più cantanti e che andrà avanti fino a tarda notte, in cui saranno vietati gli eventi esterni e sarà garantita solo una piccola rappresentanza di giornali, web e radio (pochissimi accrediti e conferenze stampa su RaiPlay). E l’idea della nave bolla non è ancora affondata e potrebbe cambiare destinazione d’uso. Ma il festival della ripartenza – in cui Fiorello vorrebbe fare il Ciampolillo senza sapere di essere il piano B per la conduzione dell’ipocondriaco Amadeus – parte da grandi aspettative. Vediamole…

IL FESTIVAL DEI RECORD – Quello del 2020 è stato il Sanremo dei record per gli ascolti (media share 54,3% e media audience 9.856.000 telespettatori) e per gli incassi pubblicitari (37,7 milioni con un saldo positivo di circa 20 milioni). Ben 39.500.000 telespettatori ne hanno visto almeno un minuto; ad esclusione dello sport, l’evento più commentato sui social dell’intero anno con quasi 22 milioni di interazioni. E 166 milioni di streaming tra il 3 e il 16 febbraio 2020. Promosso il conduttore e direttore artistico Amadeus, dunque, al quale il settimo piano ha prontamente chiesto il bis insieme al “talismano” Fiorello convinto a rinunciare all’“appuntamento col podologo”. É stata la kermesse in cui si è celebrata la liturgia dell’”amicizia”, alla quale potrebbe dare man forte anche Jovanotti. E tutti gli ingredienti erano al posto giusto: prima l’hashtag della discordia e poi il bacio della pace tra Fiorello e Tiziano Ferro; la rissa tra Morgan e Bugo; il commovente addio di Vincenzo Mollica (che quest’anno potrebbe comparire in un monitor); l’orchestra fantastica e l’ottimo lavoro di tutta l’organizzazione Rai; la rivincita contro XFactor di Leo Gassman; la vittoria “rumorosa” – annunciata da SkyTg24 che ha violato l’embargo – dell’outsider Diodato; le polemiche su Junior Cally; il cantico della discordia di Roberto Benigni; le lacrime di Antonella Clerici; la bellezza gioiosa (ben rispolverata) di Sabrina Salerno; il passo in avanti di Rula Jebreal e quello indietro di Diletta Leotta; le reunion dei Ricchi e poveri e di Albano e Romania; i sempre verdi Massimo Ranieri e Rita Pavone; le sfilate di Achille Lauro (che quest’anno torna come ospite fisso); le fidanzate di Valentino Rossi e Cristiano Ronaldo (che lascia spazio a Ibra); e l’allegria del sempre verde Fiorello, naturalmente. Uno showman con i baffi…

UN BOTTINO DA 40 MILIONI – Eppure a giudicare dal listino di Rai Pubblicità, in questa 71esima edizione – con o senza mascherina – Sanremo farà addirittura meglio. La stima sullo share consegnata ai big spender della pubblicità è +2%; e il listino è cresciuto del 9%. L’obiettivo, insomma, è quello di sfondare il muro del 55% di share medio e soprattutto dei 40 milioni di euro di raccolta. Inoltre conta di essere un festival ancor più interattivo consentendo al pubblico di scegliere il logo delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Un grande evento mediatico in cui gli inserzionisti dovranno prenotare e pagare bene per esserci: per uno spot di 30 secondi – che nella passata stagione ha avuto audience media di 9.369.000 spettatori – al settimo piano quest’anno chiedono bel oltre i 200 mila euro. Perché Sanremo è Sanremo…

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