Sanremo: Rai non arretra su date e pubblico, ma niente nave “bolla”

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L’atteso summit sul festival di Sanremo si è svolto nel pomeriggio di lunedì. Riunione fiume con Amadeus (e il suo agente Lucio Presta), l’ad Rai Fabrizio Salini, il direttore di Rai1 Stefano Coletta e il suo vice Claudio Fasulo. Causa covid (e ultimo Dpcm che scade il 5 marzo) le incognite sul tavolo non mancano, ma si parte da alcune certezze. Innanzitutto il festival non slitta di due settimane: “La 71esima edizione di Sanremo si terrà – spiega una nota del settimo piano – dal 2 al 6 marzo”. Inoltre ci sarà il pubblico – anche se sembra che non sarà ospitato su una nave da crociera – tamponato o vaccinato, diverso ogni sera e a chilometro zero per dribblare la pandemia e i semafori di Giuseppe Conte. E ci saranno pure (pochi e selezionati) i giornalisti. Ma sarà un festival blindato in cui a farla da padrone (a partire dalle gestione delle maestranze) sarà un rigido “protocollo sanitario e organizzativo che sarà a breve sottoposto alle autorità competenti”. Restano sul campo i dubbi espressi dall’industria musicale e dai big spender che avrebbero assistito volentieri a uno show tv a porte chiuse per evitare quarantene dell’ultima ora…

EVENTO MEDIATICO – La certezza è che per la stampa non sarà una kermesse facile da raccontare. La scorsa edizione, infatti, tra la sala allestita all’Ariston (per le grosse testate cartacee) e quella del Palafiori (radio, tv locali e siti web) la Rai ha accreditato 150 testate della carta stampata, 20 della stampa estera, 30 del web, 200 radio e tv private e 160 siti internet. Il tutto per un totale di circa 1.500 persone. Quest’anno la maggior parte di loro staranno a casa. O se andranno a Sanremo – come è assai probabile – non avranno l’accredito che a quanto apprende AdgInforma.it sarà assegnato solo a un piccolo gruppo di testate importanti, a partite da quotidiani e settimanali. Stiamo parlando di 100-150 giornalisti (fotografi compresi), non di più… Una sala stampa per pochi (eletti) in presenza e per molti da remoto. E quindi, come detto, un festival non facile da raccontare, filmare e fotografare.

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