Santoro: “L’informazione televisiva è un disastro”. Berlusconi? “Come me”

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A scattare una bella, e per certi versi preoccupante, istantanea della politica italiana e dei suoi riflessi sull’informazione e sull’approfondimento televisivo, è stamane Michele Santoro. Intervistato dal bravo Salvatore Merlo su “Il Foglio”, “Michele chi?” traccia innanzitutto una bella riga rossa su tutto il Palazzo.  “Il M5S non è in grado di mobilitare la sua gente. È un blog”. “La Casaleggio associati è un termometro degli umori della rete, non vedo come possa farsi governo”. E la sinistra? “È al collasso – allarga le braccia Santoro – sa solo criticare Renzi”. Poi le sentenze. “Renzi ha perso smalto”.  “Berlusconi è come me, cioè una specie di vecchio saggio che si aggira sulla scena con l’aria di chi si chiede: ‘che devo fare?’”. Un quadro abbastanza desolante, insomma.  “Non vedo in nessun altro Paese – aggiunge Santoro – una crisi dei partiti così forte come in Italia”. Voterai? “Non saprei chi votare”.

Quindi spazio ai riflessi che la crisi della politica sta avendo sulla tv. “L’informazione televisiva è un disastro. Abbiamo circa quaranta trasmissioni – spiega l’anchorman Rai – che campano sugli ospiti. E non abbiamo ospiti interessanti. Fare trasmissioni che non abbiano l’aspetto di una tavola apparecchiata a posta per i politici è diventata un’impresa impossibile. I compromessi da ingoiare per avere ospiti i leader che fanno più ascolto sono infiniti. Bisogna fornire in anticipo l’elenco delle domande, concordare l’orario di registrazione, la posizione in scaletta e fornire rassicurazione sull’andamento della serata che non deve contenere sorprese e imprevisti”. “Ora stabiliscono tutto loro. Scelgono il giornalista con cui confrontarsi, decidono l’orario, intervengono sugli ospiti, sui servizi…”. “I contenitori sono soggetti a questo tipo di ricatto”.  Cosa ti piace in tv? E Santoro conclude salvando solo “Nemo”, Riccardo Iacona e “Report”.