Sciopero tecnici Rai. Sconvolto il palinsesto il giorno d’esordio dei programmi autunnali

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I giornalisti Monica Giandotti e Marco Frittella. Foto da ufficio stampa Rai.

Edizioni dei telegiornali che saltano, Unomattina che non va in onda, un film al posto di Agorà su RaiTre e niente prima de I fatti vostri su RaiDue. Il primo giorno di scuola per il palinsesto autunnale di mamma Rai, è una caporetto. Colpa dello sciopero dei dipendenti, annunciato lo scorso 18 Agosto, che si è concretizzato oggi. Le motivazioni dell’agitazione, che va avanti da tutta l’estate ed è culminata con l’astensione dal lavoro odierna, sono diverse: a partire dalla richiesta di un ammodernamento del reparto produzione per radio e tv, la riduzione degli appalti esterni a favore dei dipendenti Rai, quella di maggiori garanzie per le sedi regionali e una politica generale di riduzione degli sprechi.

I programmi saltati – Così, mentre milioni di ragazzi in tutta Italia tornavano tra i banchi di scuola, per tanti volti noti di Viale Mazzini il primo giorno di scuola è rinviato. È il caso della coppia ormai assodata formata da Monica Giandotti e Marco Frittella che sarebbero dovuti tornare in onda con UnoMattina. Esordio rimandato anche per Eleonora Daniele che sarebbe dovuta tornare in onda con la trasmissione Storie Italiane, spin-off di Unomattina che conduce dal 2013. Al posto delle dirette sono andate in onda due puntate de “Il meglio di”. Niente ritorno in onda neanche per Serena Bortone, con il suo “Oggi è un altro giorno”, per il primo pomeriggio della rete ammiraglia. Stessa sorte è toccata alla nuova coppia padrona di casa de “I Fatti vostri” di Raidue, dopo l’addio di Giancarlo Magalli: Salvo Sottile e Anna Falchi, debutto rimandato anche per loro.

Erano già tornati in onda su Raitre la settimana scorsa, con Agorà, Luisella Costamagna e Senio Bonini, che si sono presi anche loro un lunedì di riposo. Niente video anche per Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi che hanno visto cancellato il loro spazio dedicato alla medicina, Elisir. Al loro posto i telespettatori hanno visto due film.

Lo sciopero ha messo in ginocchio anche l’informazione Rai, con tutte le edizioni cancellate tranne quelle principali di metà giornata e di prima serata che andranno in onda in versione ridotta. Difficoltà anche per RaiNews 24: la rete all news della tv pubblica che ha fatto ricorso a programmi di approfondimento registrati in precedenza.

Sullo sciopero che ha stravolto i palinsesti di Viale Mazzini ha detto la sua Riccardo Laganà, interpellato dall’AdnKronos: “Lo sciopero indetto dalle Rsu della produzione di Roma – ha dichiarato il consigliere di amministrazione Rai eletto dai dipendenti – non è una interruzione di servizio pubblico, ma una decisa richiesta di rilancio. Un messaggio nella bottiglia per dare futuro” ad un servizio pubblico dove ci sono “grandi criticità nella gestione del personale, dipendenti troppo spesso considerati come un costo e non come una risorsa, formazione approssimativa, inefficace o assente, incentivi all’esodo e blocco del turn over che hanno svuotato di personale il settore produttivo ed editoriale delle sedi regionali, centri di produzione, redazioni, in radio e nelle reti e, non ultimo, importanti professionalità ormai perdute a vantaggio di costosi appalti”.

“Per affidare la creatività, l’ideazione e spesso la produzione di programmi all’esterno, con risultati spesso discutibili, si deve poi tagliare il costo del personale – ha rincarato la dose Laganà – Una modalità gestionale ormai insostenibile. Ecco, per tutto questo esprimo massima solidarietà e vicinanza ai colleghi del Centro di Produzione televisiva di Roma nella speranza che la giornata di sciopero odierna possa far riflettere i nuovi vertici aziendali rispetto all’avvio di una concreta valorizzazione e ascolto delle risorse interne, reale applicazione dell’articolo 24 del contratto di servizio e immediato avvio di una rapida ma proficua conclusione delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro dei quadri, impiegati e operai, scaduto due anni e mezzo fa”.

“La pandemia ha messo a dura prova i dipendenti Rai ma l’azienda ha dimenticato troppo in fretta il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori che in presenza o in smart working – ha evidenziato ancora il consigliere – hanno garantito la continuità del servizio pubblico quanto mai indispensabile in un grave momento come quello che stiamo vivendo e che speriamo di lasciarci alle spalle. La Rai servizio pubblico ha l’obbligo di raccontare ai cittadini il paese reale con imparzialità, parlare di diritti, di ambiente, dei più deboli, di etica e di inclusione sociale. Lo si potrà fare coerentemente e pienamente iniziando a comportarsi rispettosamente con le lavoratrici e lavoratori che attraverso il quotidiano spirito di sacrificio, dedizione e professionalità lo rendono ancora possibile, nonostante tutto e tutti”.

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