Se il canone Rai in bolletta se lo pappa lo Stato

0
331

Tutti pagheranno il canone Rai – la tassa più odiata dagli italiani – e lo pagheranno un po’ di meno; sulla tv di Stato più qualità e meno pubblicità; e soprattutto investimenti in tecnologia e prodotto per diventare una media company e stare al passo con i nuovi giganti di internet e delle tlc che giocano sempre più a fare la tv. Poteva essere questo il risultato della grande operazione del canone Rai nella bolletta elettrica voluto fortemente dal governo Renzi (e dal sottosegretario Giacomelli) nel 2016. Ma buttando uno sguardo sui conti dell’azienda, le cose sono andate diversamente.

1.748.000.000 euro nel 2012 (canone 113,5 euro con bollettino postale); 1.755.000.000 euro nel 2013 (canone 113,5 euro con bollettino postale); 1.588.000.000 nel 2014 (canone 113,5 euro con bollettino postale); 1.637.000.000 nel 2015 (canone 113,5 euro con bollettino postale); 1.909.000.000 nel 2016 (canone 100 euro nella bolletta elettrica); 1.776.000.000 euro nel 2017 (canone 90 euro nella bolletta elettrica); e – stando alle previsioni che circolano in azienda –  un miliardo 780 milioni nel 2018 (canone 90 euro nella bolletta elettrica). Eccola – bilanci Rai alla mano – la curiosa sequenza delle entrate da canone (ordinario e speciale) della tv di Stato.

Curiosa perché – a distanza di sei anni – nonostante la riforma del canone nella bolletta elettrica e la drastica riduzione dell’evasione dal 30% al 4%, le entrate per la tv di Stato sono più o meno le stesse. Ad impedire un’impennata delle risorse (come quella del 2016 in cui l’esecutivo si era distratto un attimo…) in pratica è lo Stato con una serie di balzelli: prelievo del 50% dell’extra gettito rispetto al bilancio Rai del 2016 (circa 95 milioni); prelievo forfettario del 5% dei ricavi da canone; Iva e tassa di concessione governativa. Tutta roba, insieme al mantenimento del canone a 90 euro, prevista anche nella manovra giallo-verde appena giunta in Parlamento. Insomma, per “mamma” Rai – se consideriamo l’aumento di circa 12 milioni in sei anni delle entrate da canone speciale – le risorse sono rimaste più o meno le stesse. Come dire, quello che incassavate prima della riforma era già abbastanza. Fatevelo bastare, il resto se lo pappa lo Stato che è pieno di buffi. E se volete fare investimenti in tecnologie e prodotto, tagliate i costi.