Se il pensionato Gigi Marzullo è un “affare” per la Rai di Salini

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Avellinese, ma romano e milanese d’adozione; 67 anni; una laurea in medicina; giornalista professionista dal 1983; ama vestirsi a righe; storico anchorman della Rai – dove ha collezionato oltre settemila interviste – ma anche scrittore, esperto di cinema e teatro nonché “prezzemolino” tv (da Fabio Fazio per esempio); non gli piacciono i social e vorrebbe intervistare Papa Francesco, Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio; sogna un programma in prima o seconda serata, perché lo mandano in onda alle due di notte; e questo format lo vorrebbe chiamare “Vita mia”; è andato in pensione “burocraticamente” – e sembra con un monte ferie monster – a luglio 2020 eppure continua ad andare in onda puntualmente; figura – a quanto apprende AdgInforma.it – anche nei palinsesti del 2021; l’orario è “anche questa notte, come ogni notte”, “quando un giorno finisce e un nuovo giorno sta per cominciare”; e per lui “la pensione non esiste, è un modo di essere” e “il lavoro allontana la morte”. Chi è?

Lo avete capito… Si tratta del giornalista Gigi Marzullo, al quale “Sottovoce” vien voglia di fare un’intervista con molto rispetto, perché è abbastanza chiaro che ama il proprio lavoro e non lo fa certo per lucro ma per passione. Ma come fa, gentile Marzullo, a lavorare per la Rai se Lei è in pensione? È vero che ha circa 500 giorni di ferie non goduti? E’ vero che l’Azienda non li può pagare i giorni di ferie e che Lei vorrebbe scambiarli (o forse lo ha già fatto con una transazione) con una collaborazione light? Oppure – come si racconta – la collaborazione è addirittura gratuita e Lei vive tranquillamente di sola pensione? E’ vero infine che la sua collaborazione dura un anno? Ma soprattutto – chiarito che Lei ha un grande amore per la Rai, per il suo lavoro e per il video – ma quanto risparmia l’ad Fabrizio Salini, che autorizzando questa collaborazione la manda in onda con programmi a basso costo e conduzione gratis e (probabilmente) senza pagarle le ferie? Se le cose stanno così, non servono domande e neanche risposte, caro Marzullo. Semplicemente chapeau…

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