Se il talk non può evitare di farsi una risata

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Giovanni Floris e Neri Marcorè. Foto da account Twitter @SalernoSal

Federico Palmaroli con le frasi di Osho; Vauro con le sue vignette; le imitazioni di Neri Marcoré (appena ingaggiato da Giovanni Floris su La7); quelle di Sabina e Corrado Guzzanti; le copertine stagionali di Maurizio Crozza, Gene Gnocchi (appena sbarcato su Rete4 alla corte di Nicola Porro) e Paolo Hendel; quelle a gettone di Roberto Benigni, Paolo Rossi, Maurizio Lastrico, Luca e Paolo… Sembra quasi che il talk non possa evitare di farsi una risata. Un modo per alleggerire argomenti spesso pesanti e angoscianti e per sostenere un pochino lo share che in prime time balla quasi sempre intorno al 5%. Ne sa qualcosa anche Bianca Berlinguer con il suo #Cartabianca. Ogni martedì su Rai3 in prime time ospita infatti Mauro Corona: scrittore, scultore del legno, alpinista e soprattutto uno che ha il dono di bucare il video, alzare l’asticella dell’Auditel e sciogliere un pochino la conduttrice. Il problema è che Corona ogni tanto esagera: gli è capitato ad esempio di raccontare di aver preso psicofarmaci con birra e alcol e di essere stato meglio; o di chiedere “l’arresto” di Matteo Renzi per aver soppresso il corpo forestale dello Stato. “Spacconate”, le ha definite Corona che ultimamente alla Berlinguer ha detto: “Ma stia zitta una buona volta, gallina!”

Spacconate che hanno però costretto la Rai a dare spiegazioni al Parlamento e anche a scusarsi pubblicamente. “Corona, come sua modalità espressiva di scrittore e polemista, si esprime per ‘provocazioni’ e ‘paradossi’”, risponde l’Azienda a un’interrogazione del deputato Pd, Michele Anzaldi. E nel descrivere Corona, Viale Mazzini racconta di “approssimazione ‘emotiva’ di un uomo di montagna”. “Come avviene in altri talk show con figure non giornalistiche a Cartabianca – conclude Viale Mazzini – Corona agisce da contrappunto, talvolta, giocoso alle domande della conduttrice”. Un contrappunto che per ogni puntata – raccontano i boatos – prende un gettone di soli 700 euro. Ma d’altronde la vita in montagna costa meno…

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