Se la Rai “scongela” la nomina di Iman Sabbah a Rai Parlamento

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È trascorso più di un anno da quel 25 gennaio 2019 in cui il cda Rai la nominò vicedirettore di Rai Parlamento. Nomina poi “congelata” quando al settimo piano scoprirono che la giornalista Iman Sabbah – dal 2003 a Saxa Rubra e dal luglio 2017 corrispondente da Parigi – non era iscritta all’ordine dei giornalisti italiani. Ora quella nomina – in vista del valzer dei vicedirettori (Reti e Tg) atteso per il mese di giugno 2020 – potrebbe essere scongelata in Sala Orsello. Nel frattempo, infatti, come annunciato da Lo Specialista, Sabbah (di nazionalità israeliana, e dal 2013 anche italiana) ha sostenuto l’esame di ammissione all’ordine dei professionisti italiani.

ESAMINO ORALE – Ha infatti presentato domanda al ministero della Giustizia, ufficio Ordini Professionali e Pubblici Registri, di equiparazione della sua iscrizione all’elenco speciale dei giornalisti stranieri con l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti professionisti italiani. E venerdì 7 febbraio 2020 ha sostenuto con successo l’esame di ammissione all’ordine dei giornalisti professionisti italiani, presieduto da un’apposita commissione nominata dal ministero e partecipata anche dall’Ordine dei giornalisti. La stessa commissione, riconoscendo alla giornalista un’ampia esperienza ormai quasi ventennale, ha deciso di procedere esclusivamente ad un esame orale, ritenendo superflue le altre prove previste dall’esame di ammissione. “Visto il recente mutamento delle formali condizioni professionali di Iman Sabbah, l’Azienda – scrive il settimo piano in un’interlocuzione con il Parlamento – valuterà con i diretti interessati la gestione della vicenda”. Insomma, decideranno se Sabbah resterà a Parigi o tornerà a Roma…

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