Se l’Agcom dichiara guerra alle fake news in campagna elettorale

0
114
Fota da Ufficio Stampa AgCom

L’informazione, anche quella politica, corre sempre più sulla rete. E a farla da padroni sono i social network che consentono ai leader di interagire (spesso anche in diretta) con milioni di followers in una sorta di campagna elettorale permanente. Ebbene, in vista della prossima campagna elettorale per le elezioni europee c’è chi si pone il problema delle fake news. “È opportuno stabilire regole che disciplinino la partecipazione politica anche online e che consentano di constatarne rapidamente la correttezza. Agcom sta lavorando in questo senso”. Lo ha detto il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antonio Martusciello, intervenendo oggi al dibattito su “Comunicazione politica e piattaforme online” nell’ambito del Seminario congiunto promosso a Roma da Agcom ed Eurovisioni su “Le riforme dell’audiovisivo in Europa: quali conseguenze per l’industria dei media”. “Nel mondo iperconnesso della comunicazione 4.0, in cui i giornalisti sostituiscono penna e calamaio con tastiera e cellulare, anche il discorso politico è soggetto a un epocale cambiamento, contraendosi in cinguettii di 140 caratteri o nei post di Facebook”, ha ricordato Martusciello. “La conseguenza – ha aggiunto – da un lato è il diffondersi della democrazia partecipativa, dall’altro la creazione di una sorta di campagna elettorale permanente, talvolta frutto di tecniche manipolative e propagandistiche come avvenuto nei recenti appuntamenti elettorali”. “Una circostanza preoccupante se consideriamo che, con specifico riferimento al ranking dei mezzi che vengono utilizzati per informarsi sui temi della politica, Internet è risultata il secondo mezzo (dopo la tv) per formare le scelte politico-elettorali, privilegiata da ben il 34% degli aventi diritto al voto”, ha ricordato il Commissario. “Certo la Rete consente sicuramente una positiva interazione personale tra cittadino e politico – ha proseguito – ma non possiamo negare alcune difficoltà”. Richiamando i dati del Digital Economy and Society Index 2018, Martusciello ha messo in guardia sui pericoli di una possibile esclusione da forme di partecipazione democratica online, affermando che “una rilevante fetta della popolazione non utilizza i servizi Internet e ha scarse competenze digitali”.

Fake news che preoccupano anche il presidente dell’Agcom, Angelo Maria Cardani che ha preso carta e penna e ha scritto ai boss di Facebook, Google e Twitter. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni “è preoccupata per l’impatto che la disinformazione online e la diffusione di incitamento all’odio potrebbero avere nella prossima campagna elettorale” europea e per questo chiede a Facebook, Google e Twitter “di assumere un ruolo più proattivo” al fine di sviluppare ulteriori strumenti di autoregolamentazione per contrastare questi fenomeni. È quanto si legge in una lettera che il Presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, ha inviato agli amministratori delegati delle tre piattaforme online, Mark Zuckerberg, Larry Page e Jack Dorsey chiedendo tra l’altro di rendere disponibili anche all’Autorità gli accessi alle API (Application Programming Interface) al fine di consentire un’attività di monitoraggio. Nelle lettere Cardani ricorda l’avvio, nel novembre del 2017, del “Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali”, una iniziativa di autoregolamentazione che segue specifici pronunciamenti della Commissione Ue finalizzati al contrasto della disinformazione online in Europa e che proprio oggi vedrà lo svolgimento di una riunione plenaria per l’adozione del rapporto su “Le strategie di disinformazione online e la filiera dei contenuti fake”. Anche in vista delle prossime elezioni europee, l’Autorità si farà promotrice di linee guida e codici di condotta. In particolare adotterà forme di monitoraggio dei fenomeni di disinformazione e di hate speech attraverso la fattiva collaborazione delle piattaforme online; verranno individuate forme di trasparenza del sistema della pubblicità online; sarà favorita la creazione, anche in Italia, di una piattaforma autonoma di fact-checking; saranno varate iniziative per promuovere la cultura mediatica e digitale e fornire ai cittadini strumenti per un uso consapevole e critico dei media (social e non); verranno introdotti nuovi strumenti di trasparenza ed empowerment del consumatore attraverso la realizzazione di campagne informative sulla disinformazione.

Approfondimenti