Se anche Mentana e Travaglio tirano le orecchie a Di Maio

0
128

Che i direttori del Gruppo Gedi (a partire da Maurizio Molinari e Mario Calabresi) rispondessero piccati alle dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio in merito alla imminente chiusura dei giornali, alle bufale e alle fake news era abbastanza scontato. Che a questi si aggiungessero molti altri direttori, come Vittorio Feltri, Claudio Cesara e così via era abbastanza probabile. Ma che a tirare le orecchie a Di Maio fossero anche direttori considerati “vicini” al M5S, come Enrico Mentana e Marco Travaglio… “Le parole di ieri di Di Maio sull’informazione sono un’offesa ribalda e ingiustificabile. Ed è gravissimo – spiega Mentana in un post – che a pronunciarle sia stato il leader della principale forza parlamentare italiana, vicepremier e ministro del lavoro e dello sviluppo economico. So già che qua sotto arriveranno anche i soliti commenti sgangherati di soggetti che sono soliti auspicare la morte delle persone, figuriamoci dei giornali. Ma esiste una cosa che si chiama rispetto per chi lavora, e allarma che a irriderla sia chi il lavoro dovrebbe tutelarlo”.

Ma anche Travaglio, nell’editoriale di stamane, una tiratina d’orecchi a Di Maio la fa. Prima un colpo al cerchio: un lungo racconto sui fatti, e i misfatti, raccontati dal Gruppo Gedi. Poi il colpo alla botte grillina: “Nessun politico deve permettersi di dare pagelle ai giornalisti, tantopiù se sta al vertice del governo”. Meno male…