“Se non ha l’età, i social possono attendere”: la campagna di Garante privacy e Telefono Azzurro sui pericoli social per i più piccoli

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“Se non ha l’età i social possono attendere”. È il messaggio della nuova campagna di comunicazione appena promossa dal Garante per la protezione dei dati personali, in collaborazione con Telefono Azzurro, per sensibilizzare genitori e figli sull’uso cosciente dei social media.

Lo spot sta andando in onda sulle reti Rai tv e radio, sul web e sui social media dopo i recenti fatti di cronaca che hanno avuto come protagonisti diversi minori e l’uso sbagliato che è stato fatto dei social network. A partire da Tik Tok, piattaforma espressamente rivolta ai giovanissimi, a cui il Garante ha imposto nei giorni scorsi misure a tutela dei più piccoli, dopo il tragico caso della bambina di Palermo morta suicida in seguito ad una sfida social.

L’obiettivo del Garante è richiamare chi esercita la responsabilità genitoriale a svolgere un ruolo attivo di educazione e controllo sulle modalità con cui i figli utilizzano i social media. In particolare, il richiamo dello spot è all’attenzione da rivolgere al momento in cui viene richiesto ai ragazzi di indicare l’età per accedere alle piattaforme di social network.
Lo spot, in grafica animata, sottolinea l’importanza di accertarsi che i propri figli abbiano l’età giusta per accedere ai social media. In particolare, nello spot viene citato il provvedimento del Garante per la Protezione dei Dati Personali a seguito del quale la piattaforma Tik Tok sta chiedendo agli utenti italiani di indicare la data di nascita, per evitare che si iscrivano i minori di 13 anni.

Il claim “se non ha l’età i social possono attendere” sottolinea prorio l’importanza di stare vicini ai ragazzi per evitare che forniscano false informazioni nel momento in cui decidono di iscriversi ad un social network.

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