Se Sky fa la “pace” con Mediaset e la “guerra” con la Rai

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Se Sky e Mediaset hanno fatto la pace, lo stesso non si può certo dire per Sky e la Rai. A quanto apprende LoSpecialista.tv, infatti, la piattaforma satellitare ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la tv di Stato. E il cda – nell’ultima assise – si è attrezzato per dare battaglia. L’oggetto del contendere è l’articolo 19 del contratto di servizio 2018-22 riguardante la “neutralità tecnologica”. In pratica Sky protesta per due ragioni: 1) Vuole che la Rai dia gratis (e senza criptaggi dei programmi più pregiati) i propri canali alla piattaforma satellitare per consentire la massima diffusione del servizio pubblico agli italiani che pagano il canone; 2) Vuole inoltre che la Rai, per raggiungere le zone italiane non coperte dal digitale terrestre, distribuisca, oltre alle tessere Tivusat, anche quelle di Sky. Argomentazioni – quelle degli avvocati di Andrea Zappia – che hanno convinto il cda ad armare da subito gli avvocati di Viale Mazzini… Sui criptaggi Rai su Sky sarà di nuovo guerra.

“La Rai dovrà consentire – si legge nel contratto di servizio – previ accordi equi e non discriminatori, la trasmissione simultanea dei suoi canali sulle diverse piattaforme distributive televisive, a condizione che sia rispettata l’integrità dei marchi, dei prodotti e delle comunicazioni commerciali, fatti salvi i diritti dei terzi. In caso di ritardo o controversia nella conclusione degli accordi, ciascuno dei soggetti interessati può richiedere all’Autorità di verificare e stabilire, in base a criteri oggettivi quali l’ammontare del corrispettivo economico e la durata dell’accordo, le condizioni necessarie per la conclusione degli stessi”. Insomma un invito a Rai e Sky a trovare un accordo “equo e non discriminatorio”, con l’Agcom a fare da “arbitro”. Un accordo da condire magari anche con patti commerciali, spot televisivi sul canone, scambi di diritti televisivi dei grandi eventi e quant’altro. Il tutto per un valore di circa 25 milioni l’anno. Ma ora che Sky ha fatto la (costosa) pace con Mediaset (dall’autunno anche Canale 5, Rete4 e Italia1, che mancano dalla piattaforma pay ormai dal settembre 2015, torneranno sul satellite), con la Rai preferisce andare alla guerra…

La rottura dei rapporti tra la Rai e Sky, con l’uscita del bouquet RaiSat dalla piattaforma satellitare e l’inizio della stagione dei criptaggi, risale al lontano 2009. Il 22 aprile, l’allora ad di Sky, Tom Mockridge, prese carta e penna per chiedere al settimo piano il rinnovo del contratto relativo al bouquet RaiSat (RaiExtra, RaiPremium, RaiCinema, RaiSmash, RaiYoyo) in scadenza il 31 luglio. Un rinnovo a 350 milioni (per sette anni) da confermare entro il 21 maggio e condito dalla permanenza su Sky di tutta l’offerta free presente (RaiUno, RaiDue, RaiTre, Rai4, RaiGulp, RaiStoria, RaiSportPiù e RaiNews24) e futura (per esempio l’annunciata Rai5). Il 14 maggio, l’allora dg Rai Mauro Masi – figlio di una stagione politica e tecnologica ormai davvero lontana – ebbe il mandato del cda “a trattare”. Poi ancora un incontro tra i boss in Viale Mazzini il 27 maggio. E infine la risposta scritta di Masi a Mockridge del 15 giugno 2009, per bollare come “non accettabile” l’offerta, chiederne una nuova “riformulata anche in termini economici”, e “rimodulata” su una quota fissa e una variabile che Masi voleva sull’incremento degli abbonati e non sulla media degli stessi. Una missiva in cui il dg auspicava anche un “maggiore coinvolgimento nelle politiche di marketing”, e uno “specifico posizionamento” nella numerazione dei canali. Ma una nuova offerta solo per RaiSat! Sì, perché sul resto della torta Masi volle tenersi le mani libere. D’altronde – scriveva il dg nella missiva riferendosi all’articolo 26 – dal contratto di servizio “non deriva alcun obbligo della nostra società di cedere a terzi la propria programmazione di servizio pubblico, tantomeno senza adeguato corrispettivo”. Sono passati quasi dieci anni, quei 350 milioni avrebbero fatto comodo e l’intesa sul corrispettivo equo e non discriminatorio non si trova…