Se un cda Rai scaduto fa la “spesa” di frequenze tv

0
236
Cavallo Rai foto Ansa per Uff. stampa Rai

L’attuale cda Rai scadrà formalmente con l’assemblea degli azionisti in agenda per il pomeriggio di domani, martedì 26 giugno. Due i punti all’ordine del giorno: approvazione del bilancio (in utile per 14,3 milioni) e nomina dei nuovi amministratori. Peccato che né la Camera (due consiglieri), né il Senato (due consiglieri), né il ministero dell’Economia (due consiglieri, tra cui il nuovo ad) né la stessa Rai (un consigliere) abbiano scelto i nuovi amministratori della tv di Stato. L’assemblea rimarrà aperta fino alle designazioni, e si andrà dunque in prorogatio fino a luglio, quando la “partita” delle nomine Rai si dovrebbe chiudere. Da un punto di vista formale il cda mantiene tutti i poteri, ma è ovvio che un gentleman’s agreement preveda che non si proceda a scelte strategiche sul futuro dell’azienda o a progetti straordinari. Ed ecco il problema…

Sempre domani – ore 10 – è convocato un importante consiglio d’amministrazione. All’ordine del giorno, tra l’altro, l’approvazione dei palinsesti autunnali che saranno presentati agli inserzionisti a Milano mercoledì 27 giugno (e il 5 luglio a Roma). Ma il “boccone” più gustoso del board – a quanto apprende LoSpecialista.tv – riguarda le frequenze tv. Si parla infatti di un via libera del cda a un piano di ampliamento della diffusione del segnale Rai. Il consiglio, in sostanza, darebbe mandato al dg Mario Orfeo, di accettare un’offerta che ha fatto Rai Way per ampliare la copertura dei Multiplex 2-3 e 4. Se così fosse – ma è probabile che al settimo piano saranno più cauti – sarebbe davvero sorprendente.

Una scelta del genere il giorno prima della riunione del consiglio Agcom – in agenda per il 27 giugno – per l’approvazione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze. Senza contare che proprio in questi giorni il Mise di Luigi Di Maio sta definendo la road map per la gara del 5G, che avverrà anche grazie all’abbandono delle tv tradizionali della cosiddetta banda 700. Al settimo piano giocano d’anticipo sull’agenda del “governo del cambiamento”? Col passaggio da assegnazione di frequenza ad attribuzione di capacità trasmissiva, la partita diventa complicata, e il recinto più stretto per le tv che non a caso stanno facendo ricorso al Tar. Del doman dell’etere non v’è certezza…