SecoloXIX, incendiata la macchina a Menduni

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macchina_in_fiamme.jpgBrutto capodanno per Marco Menduni, cronista di nera e giudiziaria del quotidiano genovese “Il Secolo XIX”. La sua auto è stata ritrovata carbonizzata dalle fiamme, poco dopo la mezzanotte della sera di San Silvestro, da un abitante di Sampierdarena. Sull’episodio, pubblicato ieri dal quotidiano, stanno indagando gli agenti della Digos. L’incendio, che ha bruciato la Smart Roadster del giornalista, che ormai da 15 anni si occupa di delicate inchieste e approfondimenti sui temi più caldi di cronaca, desta infatti più di un sospetto: il fatto che nessuna delle altre quaranta vetture parcheggiata nei pressi abbia subito danni ed alcuni particolari (un vetro infranto ed il cofano danneggiato) fanno supporre che si sia trattato di un attentato. Menduni, poi, già altre volte era stato fatto oggetto di minacce e violenze per il suo lavoro. La scorsa settimana alcuni volantini che lo definivano “garantito dalla Digos” erano stati rinvenuti nel centro storico genovese. Il 23 dicembre scorso, giorno della morte di un portuale di nome Gianmarco Desana, Menduni era stato prima aggredito verbalmente, poi spintonato e costretto ad allontanarsi mentre stava realizzando il suo servizio sulle proteste seguite al gravissimo lutto. Violenze che il cronista aveva già subito in un’occasione simile nell’aprile del 2007, nel corso delle manifestazioni esplose al porto del capoluogo ligure dopo un’altra tragedia, la morte di Fabrizio Cannonero. Anche in quel caso il giornalista si era dovuto allontanare, senza poter completare il suo lavoro di cronaca e di testimonianza della disgrazia. Nell’aprile 2005, poi, un gruppo di giovani a volto scoperto aveva invaso nottetempo la portineria del Secolo XIX, riempiendola di rifiuti e scrivendo su un muro “Menduni boia”. Nello stesso periodo nel centro storico era apparsa la scritta “Menduni come Montanelli”, che evocava la gambizzazione del grande maestro del giornalismo italiano. Sulla vicenda sono intervenuti con una dichiarazione congiunta l’Assostampa, l’Ordine dei giornalisti della Liguria e il Gruppo cronisti liguri: “È un episodio gravissimo, senza precedenti negli ultimi anni – hanno denunciato -. L’incendio dell’auto di Menduni non appare certo come un episodio fortuito e testimonia, purtroppo, come il fare cronaca risulti, a seconda delle parti interessate, spesso scomodo e rischioso. A Marco e al Secolo XIX una solidarietà non formale e l’invito, anche se sappiamo che non ne ha bisogno, a proseguire come sempre nel suo lavoro. Il dissenso e la critica per il lavoro che noi svolgiamo sono legittimi e anche doverosi, la violenza e le intimidazioni no”.