Sedi Rai: Giovanna Botteri è tornata in Cina ma è in quarantena

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La giornalista Rai Giovanna Botteri. Foto da streaming.

La giornalista Giovanna Botteri è finalmente potuta tornare in Cina dove ricopre il ruolo di corrispondente per la Rai. Rientrata in Italia ad agosto 2020, era stata bloccata dalla burocrazia: un permesso annuale di residenza scaduto e la difficoltà ad avere un nuovo visto. Dopo otto mesi, dunque, presto gli italiani potranno ricominciare a vederla in video da Pechino. Ma dovranno aspettare ancora qualche giorno. A quanto apprende AdgInforma.it, infatti, la Botteri si trova in un covid Hotel di Nanchino, città nella regione dello Jiangsu, dove deve rimanere per tre settimane di quarantena preventiva. È in isolamento, insomma, e lo rimarrà fino ai primi di maggio quando – covid e burocrazia permettendo – tornerà a fare il proprio lavoro dalla sede di Pechino.

DESTINAZIONE PARIGI – Ma non è detto che la permanenza in Cina della Botteri debba continuare a lungo. La Rai ha appena chiuso un job posting – scadenza invio candidature 30 marzo 2021 – proprio per la sede di Pechino da dove si dovranno confezionare servizi radio-tv su Cina, Giappone, e dai Paesi del sud est asiatico. E il nuovo inquilino, secondo i boatos di Viale Mazzini, non farà compagnia alla Botteri ma la sostituirà. Non è un mistero, infatti, che la giornalista vuole riavvicinarsi alla famiglia. Aveva provato – senza successo – un job posting per Bruxelles. E ora le voci di corridoio la raccontano in arrivo a Parigi dove prenderebbe il posto del capo sede Alessandro Cassieri. Una valzer dei corrispondenti che dovrà gestire con ogni probabilità il nuovo amministratore delegato. Anche perché Cassieri ha diritto a rimanere a Parigi fino ad agosto 2021.

76 EURO A PEZZO – Nel frattempo emergono particolari interessanti sul costo della sede di Pechino sul quale si sono concentrate le attenzioni del Palazzo e di “Striscia la Notizia”. Rispondendo ad un’interrogazione della Vigilanza Rai, Viale Mazzini precisa che nella sede – rimasta deserta per otto mesi – lavorano quando è attiva oltre alla Botteri anche due montatori, un cameraman, una producer e un responsabile amministrativo. Tutto personale cinese. Inoltre, il settimo piano informa che “sono stati realizzati per testate e programmi Rai solo nell’anno 2020 oltre 5.800 servizi, una media di circa 25 servizi al giorno”. “I costi complessivi della sede, al netto dello stipendio della corrispondente ma inclusi quelli di tutti gli altri lavoratori, ammontano per il 2020 a circa 440.000 euro, inclusi anche i costi di produzione delle Testate. Questo fa sì che – facendo una mera media matematica – il costo per singolo pezzo – conclude Viale Mazzini – sia di circa 76 euro”. La Cina non si smentisce, insomma: anche l’informazione è a buon mercato…

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