Sergio (Radio Rai): “Le parole chiave per il futuro sono switch off Fm, rilevamento ascolti e podcast”

0
252
Il dirigente Rai Roberto Sergio. Foto ufficio stampa Rai

Svelati i palinsesti di Rai Radio per la prossima stagione autunnale. All’evento di presentazione hanno partecipato, tra gli altri, l’ad Rai Carlo Fuortes ed il direttore di Radio Rai Roberto Sergio, con la presenza in platea del presidente Rai Mariella Soldi. Proprio Sergio ha avuto il compito di tracciare un bilancio del triennio passato e di indicare allo stesso tempo gli obiettivi per il futuro prossimo. “Rai Radio ha compiuto una trasformazione epocale, diventando oggi una realtà all’avanguardia nell’ideazione e produzione di contenuti audio e video” – ha spiegato il direttore – “Un obiettivo che è stato raggiunto grazie a un formidabile lavoro di squadra, che ci porta a competere non solo con le altre radio, ma con tutti i player del cosiddetto total audio, compresi gli Ott”.

Una crescita, quella del comparto radio del Servizio pubblico, riscontrabile attraverso dati chiari ed incontrovertibili, indicativi di un efficientamento delle risorse che ha portato a risultati rilevanti. Basti pensare che nel 2021 sono stati prodotti il 71% di contenuti in più rispetto all’anno precedente, utilizzando addirittura un budget minore ed ottenendo un incremento dello share complessivo pari al 5,5%. “Oggi, gran parte di questo lavoro è arrivato a conclusione e ne possiamo cogliere i frutti”, commenta Sergio, che prosegue indicando i principali punti cardine da tenere a mente per i prossimi anni: “Possiamo concentrarci su un nuovo triennio di lavoro, per il quale pensiamo a cinque parole chiave: switch off Fm, rilevamento ascolti, podcast, comunicazione, estero”.

Quanto al primo punto, l’idea del Direttore è quella di uno switch off rapido, sebbene non traumatico: “Dobbiamo immaginare un percorso chiaro che porti allo spegnimento, con date certe. Questo consentirebbe a tutti gli editori di impostare al meglio le proprie strategie”. Switch off che liberebbe risorse preziose da investire nel digitale, senza dimenticare le opportunità che ciò rappresenterebbe in tema di “regionalizzazione” del segnale, ad oggi ancora  piuttosto complessa da mettere in atto in maniera organica. In relazione al rilevamento degli ascolti invece, sembra essere chiara la volontà di abbandonare le tradizionali interviste telefoniche, in favore di metodi nuovi e più al passo con i tempi. “È giunto il tempo di aprire una nuova esperienza in Ter basata sul monitoraggio passivo, sui dati degli ascolti digitali e dei social. Confidiamo di trovare consenso fra i nostri colleghi delle radio digitali”.

Innovazioni che risultano necessarie anche in tema di podcasting, tipologia di contenuto quanto mai sulla cresta dell’onda. A breve arriverà una nuova piattaforma Rai di audio on demand, con più di 50 nuovi podcast originali pronti a partire ed una library amplissima da cui attingere. Cresce la programmazione e con essa cresce anche la comunicazione. Se l’offerta di Rai Radio è forte, “dobbiamo comunicarlo di più” afferma Sergio, “la brand awareness di alcuni nostri canali è ancora bassa. Dobbiamo lavorare per far sì che tutti sappiano dell’esistenza dei 12 canali. Poi, starà alla nostra bravura farci ascoltare”. Infine, attenzione verso un ambito di assoluta rilevanza che può senza dubbio aprire scenari alquanto interessanti: l’estero. Anche qui Sergio non usa troppi giri di parole. “Molti dei nostri canali hanno un potenziale presso gli italiani all’estero o gli amanti della cultura italiana di ogni Paese. La digitalizzazione consente di andare fuori dai confini italiani. Riuscire quindi a far conoscere questi canali all’estero può essere un importante nuovo settore, anche di business. È obiettivo ambizioso, ma, sono sicuro, potenzialmente strategico”.

Approfondimenti