Serie A, lo “spezzatino” è indigesto: prima approvato poi revocato. Tim sarà ancora sponsor

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Foto di StockSnap da Pixabay

Serie A spezzatino si, anzi no. Anzi se ne riparlerà. È finita così l’assemblea di lega della Serie A svoltasi ieri a Milano. Un’assemblea piuttosto calda iniziata con un botta e risposta tra il presidente della Lazio, Claudio Lotito e il presidente della Lega Dal Pino, per il mancato invito della Salernitana, che non potrà essere iscritta la campionato fin quando non si scioglierà il nodo della doppia proprietà del patron della Lazio che dovrà necessariamente vendere una delle due società entro fine mese. C’era grande attesa sulla decisione in merito alla proposta di Dazn, che trasmetterà tutte e 10 le partite di ogni giornata per i prossimi tre anni, di suddividere le partite in altrettanti slot orari, in quello che diventerebbe un vero e proprio spezzatino totale.

Inizialmente le 19 società presenti hanno votato a favore con 13 voti pro e 6 contro, approvando di fatto la proposta del network televisivo. A quel punto il presidente della Sampdoria, Ferrero è intervenuto, come sempre a gamba tesa, rovesciando la situazione e sostenendo, come già aveva fatto l’ad della Roma Guido Fienga, che in questo modo sostanzialmente si stesse facendo “un regalo a Dazn senza ottenere nulla in cambio”. Mezz’ora dopo aver avallato la riforma degli slot la decisione è stata revocata con un dietrofront certamente inusuale ma attuabile. Sulla prima decisione sono rimaste solo Juventus, Napoli e Lazio che hanno continuato a votare a favore dello spezzatino.

Risultato di questa prima assemblea è stato dunque un rinvio con l’obiettivo di monetizzare il “favore” da fare a Dazn. “Ci siamo presi il tempo necessario per vedere se ci sono soluzioni migliori, dal punto di vista dei tifosi ed economico”, ha dichiarato il presidente del Genoa, Enrico Preziosi all’uscita della riunione. Il cambio di programma rispetto a quanto previsto inizialmente favorirebbe il network televisivo che potrebbe trasmettere una sola partita per volta evitando di sovraccaricare la rete con troppi utenti connessi contemporaneamente. La sensazione è che un accordo alla fine si troverà andando incontro alle esigenze di entrambe le parti. E così probabilmente la la prossima serie A avrà 4 partite al sabato in altrettanti orari: 14.30; 16.30; 18.30; 20.45; cinque partite la domenica alle 12.30; 16.30; 18.30; 20.45 e una il lunedì alle 20.45.

Tim ancora sponsor – Ma se sullo spezzatino le decisioni sono stato rimandate, dall’assemblea di Lega una decisione è arrivata: quella di rinnovare l’accordo della partnership di sponsorizzazione con Tim. La telco italiana, partner storico del calcio italiano, ha rinnovato l’accordo fino al 2024 raggiungendo così 25 anni di partnership. Per le prossime tre stagioni TIM sarà, dunque, Title Sponsor del massimo campionato di calcio, del torneo esport eSerie A TIM oltre alle competizioni Primavera che avranno come Title Sponsor TIMVISION.

I diritti della Coppa Italia – La riunione di ieri è servita anche ad approvare il bando per i diritti tv della Coppa Italia che, per il nuovo triennio, grazie alla nuova formula punta a raccogliere almeno 42 milioni di euro contro i 35,5 milioni del triennio appena scaduto. Per ora la coppa nazionale è sempre stata trasmessa in chiaro sulla Rai, ma quest’anno, come scrive Claudio Plazzotta su Italia Oggi, si preannuncia la forte concorrenza di Sky, che vorrà provare a rifarsi dello “scippo” del grosso delle partite della serie A (ne trasmetterà solo 3 a settimana in co-esclusiva con Dazn) con la aggiudicandosi la Coppa Italia.

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