Serie A: Sky e Dazn nel mirino dell’Antitrust

0
95

Faro Antitrust sulla pay tv. L’Authority, infatti, ha appena aperto – su segnalazione di alcune associazioni dei consumatori – un’istruttoria sia nei confronti di Sky Italia sia nei confronti di Dazn per accertare l’esistenza di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette e violazione dei diritti dei consumatori nei contratti. In particolare, il gruppo guidato da Andrea Zappia avrebbe posto in essere due condotte in violazione del Codice del Consumo nella fase di promozione dell’offerta del pacchetto calcio per la stagione 2018/19 e nella fase di gestione del contratto. Nella fase di presentazione dell’offerta Sky si sarebbe macchiata di condotta ingannevole con spot che non chiarivano esattamente cosa conteneva il pacchetto calcio. Allo stesso modo, nella fase di gestione del contratto, Sky avrebbe indotto i propri clienti, già abbonati al pacchetto calcio, al rinnovo automatico del suddetto contratto nell’erronea convinzione di poter disporre, anche per la stagione 2018/19, del medesimo contenuto del pacchetto Sky Calcio dell’anno precedente (dieci partite a settimana e non sette). Sky non avrebbe inoltre prospettato a tali clienti la possibilità, a fronte della modifica dell’offerta, di recedere senza il pagamento di penali, costi di disattivazione e restituzione degli eventuali sconti di cui hanno fruito.

Come detto, nel mirino dell’Antitrust è finito anche il gruppo Perform, la cui denominazione commerciale è Dazn, che offre servizi di streaming di eventi sportivi sia live che on demand. Pubblicizzando l’offerta, che per la Serie A riguarda tre gare a settimana, Dazn ha fatto credere – questa l’accusa – che i clienti potessero fruire del servizio in qualsiasi luogo, senza alcun riferimento alle numerose limitazioni tecniche che potrebbero, invece, renderne difficoltosa o addirittura impedirne la fruizione. La seconda condotta contestata riguarda la presunta ingannevolezza dell’informazione riportata sul sito web di Dazn in merito alla modalità di adesione al servizio da parte del consumatore. Il “mese gratuito” si ottiene infatti iscrivendosi al sito. E quell’operazione è un contratto a tutti gli effetti, come risulta solo entrando in altre pagine relative alle specifiche condizioni. Il consumatore, insomma, creando l’account avrebbe dato inconsapevolmente il proprio consenso all’abbonamento al servizio, dovendosi, pertanto, attivare per esercitare il recesso al fine di evitare gli addebiti automatici per i mesi successivi.

Approfondimenti