Sesso e molestie alle giornaliste: licenziato il direttore della Bild

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Julian Reichelt ormai ex direttore della Bild - Foto da https://commons.wikimedia.org/

È bufera in Germania dopo il licenziamento in tronco del direttore della Bild, Julian Reichelt. Il giornalista alla guida del più importante quotidiano europeo era stato accusato di molestie sessuali da alcune dipendenti del giornale riprese da un articolo del New York times di domenica scorsa.

Sarebbe stata proprio l’inchiesta del giornale americano a convincere i vertici di Axel Springer, gruppo editoriale del quotidiano, di rimuovere dall’incarico Reichelt. La notizia ha avuto una grande eco in Germania soprattutto perché disegna un modus operandi standardizzato in cui per fare carriera nel giornale le giornaliste dovevano necessariamente andare a letto con il direttore. E cosa ancora più grave, di questo Axel Sringer sarebbe stata a conoscenza da tempo.

Così, dopo aver difeso Reichelt per mesi, il presidente e amministratore delegato di Springer, Mathias Döpfner, ha liquidato con uno stringato comunicato il direttore della sua principale testata. La decisione, scrive il gruppo in una nota, avviene a seguito di “nuove ricerche sul comportamento” di Julian Reichelt, che non avrebbe “separato in modo chiaro la sfera professionale da quella privata”. Al suo posto nominato il 37enne Johannes Boie, attualmente direttore della ‘Welt am Sonntag’, della stessa editrice.

Le accuse a Reichelt erano già note dalla scorsa primavera quando era stato il settimanale tedesco Spiegel ad occuparsene, dando conto di un’indagine interna che Axel Springer aveva avviato tre settimane prima per accertare l’accusa secondo cui Reichelt avrebbe creato un ambiente lavorativo ostile nei confronti delle donne.

Lo Spiegel aveva parlato dell’esistenza di un “sistema” in cui Reichelt prima invitava a cena le giovani dipendenti, poi quelle che entravano nel suo giro venivano promosse. Tuttavia, tutte le accuse erano rimaste anonime per timori di eventuali ripercussioni, e quindi Reichelt non aveva subìto conseguenze, a parte una sospensione temporanea di 12 giorni in seguito alla quale era tornato a fare il suo lavoro.

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