Si alza il sipario sul Prix Italia 2021. Foa: “Occasione di rilancio per l’Italia”

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Locandina Prix Italia 2021

Si è tenuta stamane al Teatro alla Scala di Milano la cerimonia di apertura della 73esima edizione del  Prix Italia, il prestigioso concorso internazionale organizzato dalla Rai al fine di selezionare e premiare programmi televisivi, radiofonici e web di qualità. La 5 giorni della manifestazione parte oggi per arrivare al 18 giugno, con un fitto programma di appuntamenti (perlopiù in presenza) che prevede proiezioni, panel e dibattiti per discutere di come i media hanno accompagnato il pubblico durante la pandemia e di come potranno affrontare le sfide del futuro. Lo slogan di quest’anno, non a caso, recita “Rebuilding Culture and Entertainment Media’s Role for a New Start”, un obbiettivo che sarà portato avanti proprio grazie ai momenti di incontro tra broadcaster internazionali ed organismi mediali che avranno luogo durante il Prix, occasioni per un confronto sugli scenari e le strategie per il futuro del settore. Un’edizione del concorso che vede presentati ben 241 programmi totali tra tv, radio e web, provenienti da 56 organismi di 33 Paesi diversi. A votare per l’assegnazione dei premi saranno 66 giurati, rappresentanti di 43 broadcaster da 29 Paesi.

Sul palco dell’inaugurazione sono salite cariche istituzionali ed organizzatori del Prix, tutti concordi nel ribadire l’importanza di una manifestazione di questo tipo in un periodo come quello attuale, nel quale l’Italia e tutta l’Europa sembrano vedere vicina l’uscita dalla pandemia. “Chiedersi quale dovrà essere il ruolo dei media nella ricostruzione della cultura in un società che riparte dopo la pandemia deve essere soprattutto occasione per riflettere su come gestire a meglio queste grandi potenzialità comunicative ed il loro impatto sociale” spiega nel suo intervento il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, “un tema che sono certa sarà al centro dei tanti momenti di dialogo e condivisione in calendario nei prossimi giorni”. Ed uno degli obbiettivi principali di un Paese che si prepara alla ripartenza dovrà essere, secondo Casellati, proprio quello di dare nuovo impulso al settore della cultura: “Rilanciare la cultura significa rilanciare la creatività, il talento, la bellezza di un’Italia che fa sognare, immaginare, emozionare. Significa ridare energia a quello spirito d’avventura e quell’entusiasmo con cui nel 1948 nacque l’idea di questo concorso internazionale, l’idea di unire il pianeta nel segno di un’arte libera e senza confini, e riscoprire nel linguaggio universale della cultura la strada migliore per crescere insieme”.

A prendere parola è poi il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, entusiasta della scelta degli organizzatori di portare il Prix Italia nel capoluogo lombardo. “La Rai ha un ruolo fondamentale nel nostro Paese, l’ha sempre avuto e lo dovrà sempre avere” dice Sala, “è per questo che credo che questo connubio e questa relazione storica tra la Rai e Milano debba essere rafforzata. Non è un mistero che io sono a favore della rigenerazione e della presenza dell’azienda a Milano, pensando e sperando che non voglia solamente dire trasferimento di uffici. Ci sono una serie di cose che possono esser fatte, noi abbiamo una disponibilità totale ad accompagnare la Rai in una trasformazione del suo essere e in un miglioramento della sua funzione”. E proprio in rappresentanza del Servizio Pubblico sale sul palco Marcello Foa, “quando lo scorso autunno ci siamo interrogati su quando e come fare il Prix Italia, ci siamo detti che sarebbe dovuto essere un momento di unione istituzionale, un momento in cui l’Italia deve ritornare ad essere protagonista, in cui la bellezza culturale dell’Italia deve tornare a splendere nel mondo” sottolinea con forza il presidente Rai, “ci siamo detti che il Prix Italia deve essere un’occasione di rilancio. Razionalmente avremmo potuto decidere di farlo in modalità digitale e invece siamo andati ed abbiamo proposto quest’idea folle di fare l’inaugurazione alla Scala. Tutti assieme, con spirito istituzionale e con vera unità, abbiamo deciso di crederci. Il ritorno di immagine, mi auguro, sarà eccellente”.

Oltre alla Rai, la Scala ed il Comune di Milano, a dare un significativo contributo per l’organizzazione del concorso è anche la Regione Lombardia, quella che più duramente è stata colpita dall’emergenza Covid. “È una gioia essere qui oggi con una riacquistata libertà che giorno dopo giorno stiamo ritrovando” commenta il presidente della regione Attilio Fontana nel suo intervento, “ripartire dalla cultura, ovvero da uno degli ambiti che è stato più penalizzato nel periodo di chiusura, è molto importante. Non dobbiamo dimenticare tutti coloro che lavorano in questo ambito, che hanno sofferto più di altri e che hanno dovuto affrontare con grandissima preoccupazione il loro futuro. Per questo ripartire dalla cultura e dal Teatro alla Scala è qualcosa di particolarmente significativo”.

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