Si rinnovano i vertici Rai. L’11 luglio al voto il Parlamento

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Si avvicina la tornata elettorale che porterà al rinnovo del vertice Rai. Mercoledì 11 luglio la Camera ha messo in agenda l’elezione di due componenti del Cda di viale Mazzini. Lo stesso – non in contemporanea perché ci sono candidati che hanno mandato il curriculum ad entrambi i rami del Parlamento – farà il Senato. Quindi toccherà all’azionista Tesoro che dovrà indicare due consiglieri, proponendone uno come amministratore delegato. E la Rai? La Tv di Stato – a quanto apprende LoSpecialista.tv – porterà al voto telematico (è appena giunto ai dipendenti un tutorial con le indicazioni di voto) circa 11.600 dipendenti. In sostanza tutti i lavoratori di Rai Spa a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato che hanno comunque i requisiti per votare. La data del voto la stabilirà un cda flash convocato per i primi giorni della prossima settimana. Ma a quanto si apprende è probabile che il voto Rai avverrà martedì 10 luglio. Questo per evitare uno slittamento dei tempi in caso di mancato raggiungimento del quorum: la metà più 1 degli aventi diritto. Inoltre anche tra i 15 candidati Rai ce n’è uno che ha mandato il curriculum al Parlamento: Alessandro Currò.

Nel frattempo si deve chiudere – e in fretta – anche la partita della commissione di Vigilanza. Anche perché è da lì che uscirà il nome del presidente Rai. Entro il 3 luglio tutti i gruppi parlamentari (il Pd minaccia l’Aventino se non avrà il Copasir) dovranno indicare i commissari. I numeri parlano chiaro. I pentastellati avranno 14 poltrone; la Lega 7; Forza Italia 7 e Partito Democratico 6; Fratelli d’Italia 2; Leu 1 e 1 andrà alle autonomie, 1 misto Camera e 1 misto Senato. Le forze che sostengono il governo avranno dunque la maggioranza semplice (21 su 40 commissari). Si arriverebbe a 23 con l’appoggio esterno di Fratelli d’Italia. Ma se vorranno ottenere i due terzi dei voti (27 su 40) per eleggere il nuovo presidente della Rai dovranno scendere a patti anche con le opposizioni. Sarà della partita anche Silvio Berlusconi, insomma. Partito Democratico e Forza Italia hanno già trovato l’accordo: Lorenzo Guerini alla guida del Copasir e uno tra Maurizio Gasparri e Paolo Romani alla guida della Vigilanza Rai. Il problema è che manca il via libera della maggioranza Lega e M5S. I grillini non voglio un esponente di Forza Italia alla guida della Vigilanza Rai. Ma la Lega avrebbe messo un veto alla presidenza del Copasir al Pd. Il tutto con Fratelli d’Italia – che aspira proprio presidenza del Comitato di controllo sui servizi segreti – pronto ad approfittare del primo spiraglio utile. Il solito rebus delle nomine…

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