Sigfrido Ranucci: “Su covid si è perso tempo, un’estate da cicale”

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Il giornalista Sigfrido Ranucci, foto da pagina Facebook di Report.

È di nuovo tempo di “Report”. Da lunedì 19 ottobre, in prima serata su Rai3, ripartono le inchieste di Sigfrido Ranucci e della sua squadra. Inchieste che in questa stagione – su esplicita richiesta del direttore di Rete Franco Di Mare – saranno addirittura 24. Quattordici in un primo ciclo che terminerà a gennaio. E poi altre dieci in primavera. AdgInforma.it ne ha parlato col conduttore.

Quando ci siamo sentiti a marzo scorso eravamo in piena emergenza sanitaria e hai fatto una raccomandazione ai lettori: “Isolatevi, l’Italia non è pronta”. Ora che stiamo entrando nella seconda ondata della pandemia, cosa consigli? “Purtroppo – ha esordito Ranucci – in estate abbiamo fatto le cicale. E sulla spinta soprattutto di alcune lobby imprenditoriali, abbiamo riaperto tutto e ci siamo sbracati un po’ troppo. Quello che sta accadendo ora dimostra che abbiamo esagerato. E soprattutto abbiamo perso tempo, eppure segnali ed avvisaglie ce n’erano… Bisognava sistemare la situazione dei trasporti, ad esempio, e quella della scuola. Ora tutto questo lo stiamo pagando. Senza contare che non siamo riusciti a proteggere le strutture che ospitano i nostri anziani e che spesso si trasformano in veri e propri cluster. Ci siamo adagiati per mesi sul fatto che il lockdown aveva dato buoni risultati, e che lo abbiamo fatto meglio di altri Paesi. Ora paghiamo dazio”.

Restiamo sull’emergenza sanitaria. Passerete in rassegna molti aspetti del virus, ma c’è almeno una buona notizia per i lettori? “Dalle informazioni che abbiamo, se tutto filerà liscio con le sperimentazioni, il vaccino sarà già in circolazione in Italia entro l’anno. Il problema sarà la distribuzione”. Che intendi. “Si stima che da noi arriveranno circa tre milioni di dosi entro il 2020. Ma giustamente saranno distribuite alle categorie più fragili e a chi deve proteggerci e tutelarci”. Il resto della popolazione? “Temo che dovrà attendere”. Che tempi prevedi. “Almeno fino all’estate se non oltre”. Senza fare torto a nessuno dei tuoi, c’è una delle nuove inchieste di cui vai particolarmente fiero? “Mi piace andare per gradi – ha spiegato Ranucci – partiamo dall’inchiesta di lunedì sul sistema Lombardia, dove il conflitto d’interesse più che una violazione della norma è apparso un vero e proprio stato dell’anima”. La Lega vi accusa di faziosità, di fare propaganda e di accanimento nei loro confronti. Vuoi replicare? “È un’accusa che rispedisco al mittente, non hanno visto Report negli ultimi 25 anni. Puntiamo lo stesso sguardo su tutti, basta avere la pazienza di vedere un intero ciclo. Un politico – ha concluso Ranucci – un giorno mi disse: ‘voi di Report mi piacete perché siete faziosi, con tutti’. Ma non mi chiedere il nome…”

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