Silvio Berlusconi a Sallusti: “Alessandro, cosa mi combini?”

0
923
Il giornalista Alessandro Sallusti, foto da streaming

Silvio Berlusconi quando ha saputo dal fratello Paolo che Alessandro Sallusti avrebbe lasciato la direzione de Il Giornale non ha perso tempo e lo ha subito chiamato per fargli cambiare idea. “Alessandro, cosa mi combini? – ha esordito il Cavaliere -. Penso che non sia vero quello che mi hanno appena detto”. “No presidente – ha risposto Sallusti – mi dispiace ma è tutto vero”. A raccontare la telefonata è stato lo stesso Sallusti ospite di “Un giorno da pecora” su Rai Radio1. Incalzato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, il nuovo direttore di Libero ha spiegato: “Non è stata una telefonata piacevole, non per i toni, perché il Presidente è sempre molto educato. Ha fatto un ultimo tentativo per farmi cambiare idea”. Quindi Sallusti ha precisato che “Non era una questione di soldi” e che ha capito che avrebbe lasciato davvero Il Giornale “quando sono riuscito ad appendere il telefono dicendo che non avrei cambiato idea”.

PERCHÉ HA LASCIATO IL GIORNALE?, gli chiedono. “Non sono mai stato neanche con una donna 12 anni, con un giornale mi sembrava un po’ troppo”. “Avevo voglia di cambiare, di trovare nuovi stimoli e nuove sfide. È capitata quella di Libero, ma poteva anche capitarne un’altra…” Ora guadagnerà di più? “Di solito quando uno cambia migliora anche l’aspetto economico. La molla non era quella…” La prima persona a cui l’hai detto? Patrizia (la fidanzata, ndr), forse l’unica…” Libero e Il Giornale sono quotidiani molto simili? “No, non lo sono e se lo sono non va bene. Forse il problema – ha aggiunto Sallusti – è proprio che erano diventati un po’ troppo simili”. Chi copiava l’altro? “Non lo so, ma esiste uno spazio nell’area culturale, politica e informativa del centrodestra per Il Giornale e per Libero”. Sarà un quotidiano moderato? “Sì, perché il tempo delle urla è finito, moderato nei toni ma divertente e divertito nei contenuti. Non faremo certo un quotidiano noioso”. A Il Giornale non riescono a trovare un sostituto? “Sono problemi loro, ma di giornalisti bravi ce ne sono in giro tanti. Morto un Papa se ne fa un altro. E magari va anche meglio. Anche per Il Giornale non era molto igienico tenersi un direttore per dodici anni…” Feltri direttore editoriale, Senaldi condirettore. Ma quanti siete a Libero? “C’è un po’ di affollamento. Con Vittorio – ha concluso Sallusti – abbiamo lavorato insieme per moltissimi anni, Pietro lo conosco bene… Libero l’ho fondato con Vittorio. E poi tutti i giornali hanno un direttore e due vice”.

Approfondimenti