Sky è di Comcast e i conti (per ora) restano nel cassetto

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Che fine hanno fatto i conti del Gruppo Sky? Il 6 novembre scorso era atteso il primo trimestre, al 30 settembre 2018, con presentazione in pompa magna del “boss” di Comcast, Brian Roberts, e del ceo Sky, Jeremy Darroch. Invece nulla. Sky, infatti, è diventata (o diventerà presto) al 100% di proprietà Comcast (il più grande gruppo Usa della tv via cavo). E con il delisting dalla Borsa di Londra, non c’è più l’obbligo di pubblicare i dati di bilancio. Ma la presentazione dei conti Sky – a quanto apprende LoSpecialista.tv – ci sarà lo stesso. È solo stata rinviata a data da destinarsi. Quello che è certo, è che i numeri saranno meno espliciti rispetto al passato e che verranno presentati dal nuovo proprietario in persona.

Comcast CEO Brian Roberts is being honored as one of five innovators by The Inquirer. Profile photo of him shot, October 31, 2016, on the 51st floor of the Comcast Center overlooking the 2nd Comcast tower being built across the street. CLEM MURRAY / Staff Photographer

Quello stesso Roberts che lunedì 5 novembre, di buon mattino, si è presentato a Milano. Ad accompagnarlo Darroch, naturalmente, e Steve Burke (ceo di Nbc Universal). Nella hall della palazzina principale di Santa Giulia ad attenderli una platea di dipendenti Sky Italia assiepati al piano terra e in balconata. Saluto e introduzione molto rapida dell’ad Andrea Zappia. Poi spazio alla giornalista di SkyTg24 Liliana Fagioli Pintozzi che – forte di anni di corrispondenze dall’estero – ha intervistato in ottimo inglese nell‘ordine Darroch, Roberts e Burke. Nulla di trascendentale: concetti generici, frasi di circostanza e qualche colpo ad effetto, come il saluto da Oltreoceano – via Nbc – del nuovo conduttore del “Tonight show” Jimmy Fallon.

Le parole d‘ordine dell’intervento di Roberts sono state: questa acquisizione è una grande opportunità per noi e per voi; grande disponibilità ad esservi di supporto in questa fase, non vi diciamo cosa fare per crescere ma vi chiediamo cosa vi serve per crescere. Uno spot all’americana, insomma, il vero film comincerà solo tra un po’. Quando sul tavolo di Zappia arriverà nei dettagli il piano per far diventare Sky un player che gioca su tre tavoli: fornitore di Pay-tv (su banda larga, satellite e Dtt); fornitore di telefonia e connessione a internet domestica; e fornitore di telefonia mobile, magari con telefonini a marchio Sky. Il classico modello inglese…