Social per ridere, è Angelo Pintus il comico 2020

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Angelo Pintus è il comico che ha fatto ridere di più gli italiani nel 2020 sui social network seguito dai The Jackal, che piazzano ben 5 video nelle prime 10 posizioni, e da Luciana Littizzetto, l’artista con più contenuti (752). Nella top 10 anche Checco Zalone, l’autore più popolare ma anche quello che genera l’engagement più elevato, seguito da Leonardo Pieraccioni, il trio milanese Aldo, Giovanni e Giacomo, tornato alla ribalta con il remake di Subaru Baracca, il collettivo di Casa Surace, molto apprezzato durante i mesi di lockdown, gli Arteteca, Monica Lima e Enzo Iuappariello, insieme sul palcoscenico e nella vita, punta di diamante della trasmissione Rai Made in Sud, Enrico Brignano e il duo Ficarra e Picone. A sorpresa all’undicesimo posto si piazza Nino Frassica con uno sketch evergreen, l’intervista doppia con Gabriel Garko al Festival di Sanremo 2016 con Carlo Conti, che da giugno 2020, quando è stata ripubblicata, ha ri-conquistato il pubblico, anche giovanile.

I dati emergono dal primo report “Un anno di risate”, un’analisi delle performance dei principali comici italiani promossa dall’Osservatorio sulla comicità del Premio Massimo Troisi di San Giorgio a Cremano e realizzato dalla società Theuth, spin-off dell’Università degli Studi di Salerno creata dal linguista Annibale Elia, professore emerito dell’ateneo, con un gruppo di giovani ricercatori.

Da evidenziare – come si legge nel sito dell’Osservatorio – il risultato di Checco Zalone, che non figura nelle due gerarchie di contenuto (foto e video), ma evidentemente ha delle performance alte e stabili, che gli consentono di collocarsi al primo posto tra tutti gli artisti esaminati. I suoi sketch, estratti di film o comparsate televisive sono tra i contenuti più condivisi.

Gli esperti dell’Università di Salerno hanno analizzato la presenza su Instagram di oltre 40 artisti trattando dati strutturati e non strutturati e ponendo particolare attenzione alle metriche di interazione, da cui si evincono le performance degli autori.

I contenuti sono processati nella loro interezza (immagini, testi, emoji ed hashtag), al fine di effettuare misurazioni di polarità (sentiment), individuazione di macrotemi e di dedurre una classificazione delle emozioni. Dall’intersezione di queste tre tipologie di trattamenti, si giunge alla definizione di tre aspetti del fenomeno, che vanno da un piano quantitativo, in cui si descrivono due classifiche dei contenuti più performanti (foto o video), oltre che di autori in termini complessivi, a un piano qualitativo, in cui si evincono i toni di voce tradotti in emozioni e si delinea una gerarchia di quest’ultime in base ai temi individuati.

“Dalla prima analisi emerge come la comicità non sia molto cambiata rispetto al passato in termini di temi e contenuti, ma ovviamente si adegua ai mezzi attraverso cui viene veicolata. I temi toccati nelle foto con un engagement più elevato non sono affatto comici. Tra questi si annoverano le difficoltà dell’essere genitori divorziati, il lutto (per Gigi Proietti e per “il nonno” di Casa Surace), il body shaming ricevuto dalla modella di Gucci e la chiusura dei teatri. La comicità, com’è sempre stato in passato per artisti come Alighiero Noschese o Massimo Troisi, è un pretesto per veicolare messaggi “seri” o per “riflessioni politiche”. Nei video, invece, si registrano contenuti più squisitamente comici. Il grande successo del video di Pintus, dai dati che abbiamo raccolto e analizzato, probabilmente dipende anche dal fatto che si è prodotto in una performance tutta incentrata sulla vita al tempo del Covid”, spiega Annibale Elia.

L’Osservatorio sulla comicità del Premio Troisi produrrà ogni mese un’analisi su cosa ha fatto ridere di più gli italiani sui social, mentre ogni 3 mesi aggiornerà il sentiment sugli artisti.

“Questo nuovo progetto legato al Premio Massimo Troisi ne consolida il ruolo a livello nazionale di osservatorio privilegiato sull’evoluzione e sulle tendenze nella comicità in Italia e lo rafforza come laboratorio e punto di riferimento per i giovani artisti,  qual è sempre stato sin dalla sua ideazione” Afferma il Sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno.