Social sotto accusa: procuratori di Stato Usa contro Google

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Se non è guerra è battaglia. Stato contro Social Media. Dopo la causa della FTC e di altri 48 procuratori generali contro Facebook, ecco che ieri, mercoledì 16 dicembre, 10 procuratori generali degli Stati Uniti hanno accusato Google di abusare illegalmente del proprio monopolio sulla tecnologia che distribuisce le inserzioni pubblicitarie online, riporta il New York Times.

I procuratori di Stato sostengono che Google avrebbe fatto pagare prezzi eccessivi per le inserzioni che posizionava in vari punti della rete, estromettendo gli eventuali rivali che minacciavano la posizione dominante dell’azienda. In più, Google avrebbe stretto un accordo con Facebook per porre fine alla concorrenza di quest’ultimo nelle inserzioni pubblicitarie.

L’ufficio di Ken Paxton, procuratore generale del Texas, nell’annunciare il procedimento contro Google su Twitter ha affermato che “Questo Golia di Internet ha usato il proprio potere per manipolare il mercato, distruggere la concorrenza, e danneggiare ‘te’, il consumatore”, in quanto il suo monopolio del mercato del “display advertising soffoca l’innovazione, limita la scelta dei consumatori e riduce la concorrenza”:

È da tempo che su entrambe le sponde dell’oceano le autorità si sono concentrate sul ruolo spropositato che giganti del calibro di Amazon, Apple, Facebook e Google giocano nell’attuale scena economica, ricorda il New York Times, plasmando ogni aspetto o quasi della nostra vita, da come facciamo compere a quale intrattenimento vediamo, o a quali notizie siamo esposti.

Già lo scorso ottobre Google era finito nel mirino del dipartimento di Giustizia e 11 procuratori generali per il proprio monopolio sui motori di ricerca, ma la causa depositata ieri va a toccare Google nel suo punto più sensibile, gli introiti pubblicitari, che rappresentano la maggior parte del fatturato dell’azienda.