Sole 24 Ore, 100 giornalisti donano ferie per pagare lo stipendio a tre colleghi

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La nuova newsroom all'interno della nuova sede del Sole24 Ore - Foto da streaming

di Professione reporter  Banca delle ferie solidali. Si chiama così il nuovo strumento creato dal Comitato di redazione del Sole 24 ore e accettato dall’Azienda, il giorno 19 marzo. I giornalisti del Sole “donano” giorni di ferie arretrate per pagare gli stipendi ai tre colleghi che lavoravano al settimanale del Sole, IL, messi in cassa integrazione a zero ore dall’inizio del 2021. Hanno già aderito in 139, su 200 membri della redazione.

“Si tratta di uno strumento innovativo per il nostro settore -ha scritto il Cdr alla redazione- che ci consentirà di compensare le giornate lavorative perse dai colleghi attraverso la cessione di giorni di ferie. In questo modo, potremo tutti contribuire a ridurre l’impatto negativo della cassa integrazione nelle loro buste paga”.

Margine per Aprile – L’obiettivo è di costituire un fondo da 100 giorni totali che consenta di pagare i tre stipendi di marzo, con un piccolo margine in eccesso per aprile. Il primo obiettivo dei rappresentanti sindacali resta quello di far tornare i tre colleghi al lavoro.

L’obiettivo che è stato ampiamente superato. Cento giornalisti doneranno cento giorni di ferie, altri 38 restano “in riserva”, uno non poteva donare, non avendo ferie arretrate. Per aderire alla “Banca”, i giornalisti del Sole dovevano inviare al settore Risorse Umane dell’Azienda una mail per manifestare l’intenzione di cedere un giorno di ferie arretrato. Il meccanismo potrà essere rimesso in moto nei prossimi mesi.

Il 28 gennaio i giornalisti del Sole hanno effettuato per i tre colleghi di IL uno sciopero di 24 ore. Sul giornale hanno scritto una lettera a lettrici e lettori: “Per la prima volta da molti anni, ci sono le condizioni perché il bilancio 2020 chiuda in equilibrio. In un anno di assoluta emergenza per le condizioni di lavoro, la redazione, per ammissione dello stesso amministratore delegato, ha alzato la produttività a livelli mai riscontrati in precedenza. In un’azienda dove il patrimonio è in misura quasi esclusiva costituto dal valore dei dipendenti, si annunciano sempre nuovi progetti e iniziative editoriali, facendo peraltro ricorso sempre e solo alle medesime persone. Allo stesso tempo, IL viene chiusa e 3 giornalisti vengono collocati in cassa integrazione a zero ore per 24 mesi. Questo mentre ad altri giornalisti esterni alle redazioni del gruppo vengono assicurate consulenze, legate proprio a nostre nuove iniziative, e vengono promossi dirigenti di prima linea. L’azienda si è rifiutata di accogliere qualsiasi ipotesi di riassorbimento nelle redazioni dei 3 colleghi e poi anche di concordare possibilità più sostenibili di utilizzo dell’ammortizzatore. Un atteggiamento sconcertante, visto che nel bilancio a nove mesi del nostro gruppo (pagina 64) la stessa azienda ha ricordato, nel quadro del finanziamento con garanzia Sace da 37,5 milioni, sottoscritto il 20 luglio scorso, il suo impegno a destinarlo anche ai costi del personale e ‘a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali per tutta la durata del finanziamento’.

Novantasette no – Il 18 novembre la redazione del Sole 24 ore ha votato contro il direttore Fabio Tamburini, in carica da due anni e due mesi. Novantasette redattori gli hanno negato la fiducia, sedici gliel’hanno accordata. Percentuale di no, 71,8 per cento. Hanno votato, via mail, 135 redattori su 200 aventi diritto. Diciannove astenuti, due bianche, una nulla.

Il direttore, nell’ultima vertenza sulle ingerenze di Confindustria sul giornale, ha scritto al Comitato di redazione di vergognarsi. Il cdr ha insistito con la sua protesta, Confindustria ha bacchettato i rappresentanti sindacali e offerto pieno appoggio al direttore. E mercoledì 18 la redazione ha votato sul nome di Tamburini.

Il Sole ha appena avviato un restyling con cambio di formato, tipo Financial Times.

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