Solo “simulazioni” e “scenari”: RaiStoria e RaiSport sono salvi

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Stefano Coletta e Silvia Calandrelli. Foto di Margherita Ghinassi presa con autorizzazione dal profilo Twitter @margherai.

Quella del 14 ottobre scorso, in cui l’ad Fabrizio Salini presentò al cda Rai una rimodulazione dell’offerta editoriale – accorpare i canali RaiStoria e Rai5 (risparmio di 4 milioni l’anno), cancellare i canali RaiSport per dirottarli su RaiPlay (risparmio tra 6 e 13 milioni) e sospendere il canale in inglese e istituzionale (risparmio di 9 milioni l’anno) – era solo una “simulazione”. Uno “scenario” – tracciato sembra dalla società di consulenza Boston Consulting Group – volto naturalmente “ad affrontare la situazione economica”. A chiarirlo, dopo due settimane di polemiche, proteste e interrogativi è stato lo stesso Salini al termine dei lavori consiliari di venerdì 30 ottobre. “Non c’è alcuna volontà di chiudere né accorpare i suddetti canali” – ha spiegato una nota dell’Azienda che ha rilanciato sull’impegno “per rafforzare ulteriormente l’offerta culturale della Rai in un momento particolarmente difficile per il Paese”. Tanto rumore per nulla, insomma… O magari soltanto per fare un po’ di “ammuina” in vista della prossima legge di bilancio che potrebbe restituire qualche milioncino alle malconce casse Rai.

Ora sono in molti, a partire dai lavoratori (e dai direttori) di quei canali, a tirare un sospiro di sollievo. Silvia Calandrelli, ad esempio, direttrice di RaiScuola, RaiStoria e Rai5, può stare tranquilla. A RaiSport, poi, avevano addirittura minacciato lo sciopero. Un po’ più preoccupati, invece, saranno Fabrizio Ferragni, direttore del nuovo canale in inglese, e Luca Mazzà, designato alla guida del nuovo canale istituzionale. Il loro futuro appare avvolto nelle nebbie del settimo piano. Più chiaro, invece, il destino di Angela Mariella che è stata nominata direttrice di Isoradio. Le è mancato il voto del consigliere Rita Borioni che avrebbe preferito una “razionalizzazione del settore radiofonico” riconducendo Isoradio “sotto Radio1 e Gr”. Ha lasciato i lavori al momento del voto, invece, il consigliere Riccardo Laganà: “Puntualmente il cda è chiamato ad esprimersi su proposte di nomina delle quali non si conoscono i criteri”. Ma la Mariella se ne farà una ragione…

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