Spettacoli. Ad un mese dalle riaperture bene il cinema. Teatri a due velocità

0
401
Photo by Jake Hills on Unsplash

Finalmente una boccata d’ossigeno per i cinema italiani. Dopo i lunghi mesi di chiusura forzata dovuta al Covid e le prime riaperture a singhiozzo tornano a crescere i numeri dei botteghini. Ad un mese esatto dal ritorno in sala la Fcp Associnema ha divulgato numeri che lasciano ben sperare per il proseguo dell’anno: il 70% delle strutture è tornata ad accendere i proiettori e i ricavi stanno tornando gradualmente su numeri interessanti. La settimana scorsa, che ha visto il target family affollare le sale con Crudelia che guida il box office, ha registrato un 50% in più di incassi al botteghino rispetto alla precedente.

“Sono dati che evidenziano una forte accelerazione su quanto ipotizzato nei primi giorni, quando si proiettava il ritorno alle numeriche pre-covid per l’autunno – commenta Fabio Poli, Presidente Fcp-Associnema -. Mentre alla luce dell’attuale andamento, sembra più probabile conseguirlo in anticipo, già nel periodo del back to school, dove la stagione ripartirà con sequels molto attesi. Fra di essi segnaliamo: Fast and Furious 9, Come un gatto in tangenziale 2, After 3 e Hotel Transylvania 4”.

“La grande sorpresa – continua Poli – è venuta proprio dal pubblico che giorno dopo giorno è tornato ad affollare le sale, mostrando ancora una volta quanto sia grande la voglia di andare al cinema. Per la fine dell’anno ci aspettiamo un aumento della frequenza di visioni, con incassi oltre le medie del periodo. A partire da agosto avremo infatti una straordinaria offerta, che includerà i tanti blockbuster – come ad esempio 007 – che non hanno avuto la possibilità di uscire nell’ultimo anno”.

“Siamo fiduciosi anche in merito al positivo andamento del trend vaccinale ed al conseguente piano di progressiva normalizzazione del settore – ha concluso -. Già oggi le misure di prevenzione in corso consentono di coniugare la piena sicurezza dell’utenza con il piacere di fruizione dell’evento cinematografico”.

Dati confermati anche dall’Anec, l’Associazione nazionale esercenti cinematografici, che evidenziano come dal via libera del Governo, nell’ultimo weekend di Aprile, si è passati da 89.932 spettatori a 142.947 in quattro settimane.

“I dati indicano una progressione che ci dà ottimismo, sempre con cautela, verso il ritorno a un mercato che prima della pandemia stava andando veramente bene – commenta Mario Lorini, presidente dell’Associazione degli esercenti cinematografici intervistato da SkyTg24 – Oltre ai prodotti internazionali si sta affacciando anche il cinema italiano, ora con “Il cattivo poeta”, presto con il nuovo film di Salvatores e poi con altri titoli. Siamo fiduciosi che molti produttori seguiranno l’esempio”. E, aggiunge Lorini, a riportare sempre più pubblico in sala “ci potranno aiutare i festival di Cannes e di Venezia” prima e le Notti Bianche poi.

Le difficoltà del teatro privato – Se si intravede uno spiraglio di speranza per i cinema, un po’ più difficile sembra essere la situazione dei teatri. Secondo i dati Agis, l’Associazione generale italiana dello spettacolo, solo la metà circa dei teatri italiani sia in condizione di riaprire. (592 su 1284, il 46,42 %). E questi sono sono sostanzialmente le strutture beneficiarie, direttamente o indirettamente, della sovvenzione statale del Fus, il Fondo unico dello spettacolo.

“La riduzione della capienza delle sale per le norme sanitarie comporta incassi ridotti dal 50 al 65 % e quindi non è sostenibile per i teatri privati e le compagnie indipendenti che hanno contratti di percentuale sugli incassi – ha dichiarato sempre a SkyTg24 Filippo Fonsatti, vicepresidente Agis, presidente di Federvivo e direttore del Teatro Stabile di Torino. “Credo – ha aggiunto – che la loro attività riprenderà nel 2022 sperando che la configurazione della sale possa essere piena.”

“Bisogna differenziare – continua Fonsatti – quindi tra teatri più tutelati e non. Da direttore di un teatro nazionale vedo la prospettiva con ottimismo, anche considerando la reazione del pubblico, che sta tornando con entusiasmo”. “Però da presidente di Federvivo, che rappresenta gli interessi differenziati di musica, teatro, danza e circo contemporaneo, rilevo criticità evidenti”.

Approfondimenti