Spettacoli. Via libera del Cts all’ampliamento delle capienze. Per Siae “non è sufficiente”

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Lo stadio del Real Madrid, Santiago Bernabeu - Photo by Victoria Primak on Unsplash

Era atteso entra il 30 Settembre, è arrivato con due giorni di anticipo il via libera del Comitato tecnico scientifico all’aumento delle capienze degli stadi, dei palazzetti, dei cinema e dei teatri. La pronuncia del Cts è un passo decisivo e necessario verso il ritorno fruizione degli spettacoli senza restrizioni di capienza.

Non ci sarà ancora la possibilità di vendere tutti i biglietti ma le capienze verranno aumentate sostanzialmente. Gli stadi e gli spettacoli nei luoghi all’aperto potranno aumentare il numero di spettatori dal 50% al 75% della capienza; nei palazzetti e nei luoghi al chiuso si salirà dall’attuale 25% al 50%. Per quanto riguarda cinema, teatri e sale concerti si passa al 100% all’aperto ed all’80% al chiuso. L’accesso resterà comunque possibile solo se muniti di Green pass. Nessuna restrizione per i musei, dove si “raccomanda di garantire l’organizzazione dei flussi per favorire il distanziamento interpersonale in ogni fase con l’eccezione dei nuclei conviventi”.

Le decisioni del Cts sono arrivate al termine della riunione che ha esaminato i quesiti posti rispettivamente dal Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, e dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport, Valentina Vezzali.

“Il Comitato – si legge in una nota – sulla base dell’attuale evoluzione positiva del quadro epidemiologico e dell’andamento della campagna vaccinale ritiene si possano prendere in considerazione allentamenti delle misure in essere, pur sottolineando la opportunità di una progressione graduale nelle riaperture, basata sul costante monitoraggio dell’andamento dell’epidemia combinato con la progressione delle coperture vaccinali nonché degli effetti delle riaperture stesse”.

Il Cts inoltre raccomanda che “la capienza negli impianti debba essere rispettata utilizzando tutti i settori e non solo una parte al fine di evitare il verificarsi di assembramenti in alcune zone”, “siano rispettate le indicazioni all’uso delle mascherine chirurgiche durante tutte le fasi degli eventi” e “ci sia la vigilanza sul rispetto delle indicazioni”.

Ora perché l’ampliamento diventi effettivo bisognerà aspettare il prossimo Consiglio dei ministri, previsto per domani (Mercoledì 29 Settembre), in cui il parere positivo dei tecnici potrebbero tradursi in legge.

Per Siae non è abbastanza – Un passo in avanti verso la normalità per gli spettacoli che, però, per la Siae “non è sufficiente”. In una nota la Società degli autori ed editori presieduta da Mogol ha definito le decisioni del Cts “francamente non oggettivamente motivate”. “Paradossalmente – scrive l’ente – in Italia abbiamo il numero di vaccinati più alto d’Europa e le misure più restrittive”. “Attualmente infatti la percentuale di persone almeno parzialmente protette dal coronavirus è dell’83,24% mentre il 77,99% è completamente vaccinato. Ci era stato detto che con queste percentuali si raggiungeva l’immunità di gregge. Cosa è cambiato? – scrive ancora siae – Un intero comparto, quello dell’industria della cultura, dello spettacolo e dell’intrattenimento rischia di essere cancellato, soprattutto con riferimento a quei settori (musica, concerti, discoteche e locali da ballo) che non vivono di contributi pubblici. Ormai è un rischio reale e vicino e per capirlo basterebbe un po’ di buonsenso”.

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