Spettacolo, approvato il nuovo welfare per i lavoratori. E dal Dl sostegni bis nuovi ristori

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Il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Foto da streaming.

L’hanno definita “una giornata storica” per il settore dello spettacolo. Esprimono lo stesso entusiasmo il ministro della Cultura, Dario Franceschini, e quello del lavoro, Andrea Orlando, per il pacchetto di misure che riorganizzano il sistema del welfare per i lavoratori dello spettacolo, contenute del Dl Sostegni bis approvato ieri in Consiglio dei ministri.

“Con il ministro del Lavoro Orlando – ha commentato Franceschini – abbiamo portato in Cdm un pacchetto di misure significative per assicurare adeguate tutele assistenziali e previdenziali ai lavoratori dello spettacolo e correggere le numerose storture emerse negli ultimi anni e divenute non più sostenibili soprattutto dopo la pandemia”.

“Sono norme fortemente attese – ha aggiunto il ministro della Cultura – frutto di un attento lavoro di ascolto delle categorie, che recepiscono molte delle misure già in discussione in parlamento, i risultati dell’indagine conoscitiva della Camera e le proposte presentate dai sindacati, dalle diverse associazioni e che hanno visto impegnato un apposito gruppo tecnico di lavoro che ringrazio per l’importante lavoro svolto”.

Sulla stessa linea di pensiero il titolare del Lavoro, Orlando, che in un video postato su Facebook al termine del Cdm ha sottolineato come le nuove norme, in parte rispondono “alle ferite profonde che la pandemia ha inferto in questo contesto”. “La pandemia – ricorda – ha colpito duramente tutta la società italiana, ma ci sono settori che sono stati più colpiti, quelli legati alla socialità. E tra questi c’è lo spettacolo, c’è la cultura, c’è tutto quello che gira intorno a questo mondo, molti lavoratori e molte famiglie”.

Il nuovo Welfare – Vediamo nel dettaglio cosa prevedono le norme del nuovo sistema di welfare: innanzitutto sono introdotte nuove tutele assistenziali e previdenziali che tengono “conto delle specificità del settore, in cui il rapporto di lavoro è strutturalmente discontinuo per il carattere oggettivo della prestazione, non per scelta datoriale o del lavoratore stesso”; ampliamento delle figure professionali tutelate con le misure che si applicheranno a tutti i soggetti iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo (FPLS); adeguamento e ampliamento delle tutele e dei sostegni alla genitorialità che si adattano al carattere discontinuo delle prestazioni lavorative nel settore dello spettacolo; adeguamento ed estensione dell’indennità di malattia; innalzamento della retribuzione giornaliera riconosciuta a fini assistenziali che passa dagli attuali 67,14 euro a 100 euro; iscrizione automatica all’assicurazione Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per tutti gli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (FPLS); Introduzione dell’Alas, l’assicurazione per la disoccupazione dei lavoratori autonomi dello spettacolo, che sarà introdotta dal 1° gennaio 2022 e a cui potranno accedere i lavoratori che non abbiano in corso rapporti di lavoro autonomo o subordinato, non siano titolari di trattamenti pensionistici diretti a carico di gestioni previdenziali obbligatorie, non siano beneficiari del reddito di cittadinanza, abbiano maturato nell’ultimo anno precedente alla domanda di disoccupazione almeno quindici giornate di contribuzione, abbiano un reddito relativo all’anno precedente non superiore a 35.000 euro. Per loro è prevista una indennità mensile (per un massimo di sei mesi) per un numero di giornate pari alla metà delle giornate di contribuzione al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno precedente la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro di lavoro autonomo.

Un lavoro che, aggiunge Franceschini “si completerà con l’approvazione del disegno di legge collegato in materia di spettacolo già pronto per un prossimo Consiglio dei Ministri per riordinare l’intero settore e introdurre nuove ulteriori misure di sostegno e il registro degli attori e dei professionisti dello spettacolo”.

Gli altri provvedimenti – Ma la giornata di ieri non è stata importante solo per i provvedimenti sul welfare dei lavoratori dello spettacolo. Con il Dl sostegni bis sono state approvate altre importanti misure in favore dei settori culturali: una nuova indennità di 1.600 euro per i lavoratori dello spettacolo; il rifinanziamento del fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo, del fondo emergenza per le istituzioni culturali, del fondo per il funzionamento dei musei statali; e nuove misure per il sostegno allo spettacolo viaggiante. Interventi che il ministro Franceschini ha definito “importanti”, perché “proseguono gli aiuti ai lavoratori, alle imprese e alle realtà dei settori dello spettacolo e dei musei, particolarmente colpiti dalla pandemia e obbligati a lunghe e dolorose chiusure”.

Nello specifico, ai 43.000 lavoratori dello spettacolo danneggiati dalle chiusure dovute alla pandemia e che hanno beneficiato degli indennizzi del Dl Sostegni, verrà devoluta una ulteriore indennità straordinaria di 1.600 euro, che interesserà, così come già avvenuto con il primo decreto, una platea di beneficiari allargata. Oltre agli artisti e maestranze con almeno sette giornate lavorative e un reddito inferiore ai 35.000 euro, saranno indennizzati infatti anche coloro che, con almeno trenta giornate lavorative, abbiano un reddito inferiore ai 75.000 euro.

Per i teatri, cinema e audiovisivi sono previsti 205 milioni di euro che andranno a incrementare i fondi di emergenza esistenti, così ripartiti: 20 milioni di euro verranno destinati al sostegno dei musei statali; 45 milioni di euro al fondo di parte corrente e 120 milioni di euro per gli interventi in conto capitale del fondo emergenza spettacolo, cinema e audiovisivo; 20 milioni di euro al fondo per il sostegno delle imprese e delle istituzioni culturali.

Previsti anche maggiori fondi per gli autori mentre, per sostenere i circhi e lo spettacolo viaggiante, è prevista l’esenzione dal pagamento del canone per l’occupazione temporanea di spazi e aree pubbliche fino al 31 agosto 2021, corrispondendo oltre 8 milioni di euro ai Comuni per il ristoro dal mancato incasso di tali tributi.

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