Spettacolo. Subito un nuovo bonus per i precari e a fine anno la riforma del lavoro

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Maestranze nel cinema - Foto da https://www.flickr.com

Subito un nuovo ristoro da 2400 euro in arrivo dall’Inps e ed entro fine anno una riforma del lavoro e del welfare nel settore dello spettacolo che tuteli anche i precari e i lavoratori intermittenti. Il polverone sollevato dal concerto del primo Maggio e le diverse proteste dei lavoratori di questo settore, hanno dato i primi frutti.

Il bonus Inps – Sulla prima azione, il nuovo bonus Inps, si attende solo la ratifica del Consiglio dei ministri che domani (6 Maggio) dovrebbe varare il decreto Sostegni bis. I bonifici, dunque, non tarderanno ad arrivare.

La legge – Sulla seconda parte del proposito, la legge di riforma del settore, ci vorrà un po’ più di tempo ma il tavolo di discussione è già stato confermato dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. La legge dovrebbe mettere mano alle lacune contrattuali nei confronti dei precari emerse drammaticamente durante la pandemia. Il provvedimento dovrebbe sintetizzate i disegni di legge già presentati in Parlamento e contenere l’introduzione di nuovi ammortizzatori sociali, che spesso sono mancati alla categoria spettacolo, ma anche di nuovi requisiti semplificati che faciliterebbero la richiesta dell’indennità di malattia, oltre ad una revisione delle norme per l’accesso alle pensioni del fondo di categoria. In particolare dovrebbe essere riconosciuto, per la grande schiera di lavoratori intermittenti a cui non sono riconosciuti indennizzi per i periodi di stop, un reddito di continuità che garantisca uno stipendio minimo anche per i periodi di sospensione, soprattutto per chi lavora con contratti a chiamata, ma anche per gli autonomi con partita Iva.

Secondo fonti vicine al dossier, riportate da “La Repubblica”, la formula del provvedimento potrebbe essere quella di un disegno di legge del governo collegato all’ultima legge di Bilancio che permetterebbe un iter più rapido rispetto a un provvedimento ordinario. In questo modo in tempi ragionevoli potrebbero essere introdotti quei sostegni continui, e non solo bonus una tantum, richiesti a gran voce dai lavoratori di un settore caratterizzato di per sé da una forte intermittenza lavorativa, messo definitivamente in ginocchio da un anno di stop forzato a causa della pandemia.

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