Spie cinesi infiltrate in wikipedia. Banditi sette wikimen che manipolavano informazioni a favore di Pechino

0
223
Il logo di Wikipedia - Foto da Wikimedia commons

Spie cinesi infiltrate in Wikipedia per manipolare le informazioni contenute nell’enciclopedia gratuita online, a favore di Pechino. La denuncia arriva da Maggie Dennis, vicepresidente dell’enciclopedia online, che ha dichiarato alla Bbc che per questo motivo sono stati banditi sette redattori provenienti dalla Cina continentale mentre ad altre 12 persone sono state invece sottratte le utenze di amministratori e ogni loro contenuto sarà ora passato al vaglio prima di ottenere il via libera per la pubblicazione.

Un caso senza precedenti, ha dichiarato la Dennis alla tv britannica, che ha minacciato le “fondamenta stesse” dell’enciclopedia scritta e portata avanti da volontari. I sette “infiltrati” sono stati osservati per oltre un anno prima di poterli accusare di pubblicare notizie con lo scopo di promuovere “gli obiettivi della Cina, controllando i contenuti e i filtri attraverso i quali potevano essere raggiunti”. Allo stesso tempo, però, Dennis ha specificato di non essere nella posizione di “puntare il dito contro Pechino” né di essere “in possesso di informazioni che porterebbero a farlo”.

La Cina smentisce – Da Pechino, naturalmente, arrivano smentite e anzi contrattaccano accusando l’organizzazione di “calunniare senza motivo un piccolo gruppo di persone”. Per la Cina, Wikipedia eserciterebbe una forma di censura, mettendo sotto accusa informazioni serie, ma non gradite ai Paesi occidentali, in prima linea agli Stati Uniti che temono di perdere la gara con la Cina.

Dalla fondazione fondazione Wikimedia ribattono che il controllo è stato scrupoloso. Negli ultimi tempi, replica Maggie Dennis, “si è svolta una battaglia tra i collaboratori a causa delle notizie su Hong Kong, contraddittorie e spesso di fonte incerta. Diversi collaboratori che vivono a Hong Kong erano insicuri, e hanno riferito di sentirsi minacciati, o di essere esporti a rappresaglie se mettevano in rete servizi contrari a Pechino. I collaboratori che parlano cinese e si occupano della Cina, precisa Maggie Dennis, sono circa quattromila, ed è normale che alcuni di loro in buona fede abbiano accettato commenti e analisi non esatte, sono errori che avvengono di frequente, e sono scusabili”. I sette wikimen, come si dice in gergo, sarebbero andati ben oltre.

Approfondimenti