Sposini chiede 350 mila euro. La Rai nicchia

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Davvero una brutta vicenda quella che otto anni fa ha colpito il giornalista Rai, Lamberto Sposini. Era sul lavoro, pronto per andare in onda, ma un’emorragia cerebrale gli ha cambiato la vita per sempre. Stamane sul Corriere della Sera Chiara Maffioletti ripercorre il processo con la Rai, “per accertare i ritardi e le negligenze che avrebbero compromesso non poco lo stato di salute” dell’anchorman. In particolare si fa riferimento all’intervento dell’ambulanza solo dopo 50 minuti, al fatto che siano state prime indicazioni sbagliate ai medici (infarto) e che Sposini sia stato portato in un ospedale non attrezzato per fare l’intervento a cui è stato sottoposto solo quattro ore e mezzo dopo.

“La sentenza di primo grado – scrive il Corriere – negava questo, ma è stata impugnata. Da mesi un collegio di giudici ha invitato le parti a trovare un accordo extragiudiziale, ma dalla Rai tutto tace e la proposta (in primo grado erano stati chiesti 11 milioni di euro, ora l’accordo si raggiungerebbe con 350 mila euro) non è mai arrivata. La prossima udienza d’appello è fissata per il 21 maggio”… …“In questi anni, l’ex compagna ha ‘tentato con tutti i presidenti della Rai di turno, con tutti i dg, di far presente la situazione. Non ultimo Salini, che non era a conoscenza di tutti i dettagli e si è dimostrato piuttosto sensibile. Ma dopo un po’ se ne dimenticano sempre’”… Chi non si è dimenticato di Sposini, invece, è Barbara d’Urso: lo invita spesso per un caffè negli studi Mediaset e il dessert sono gli applausi del pubblico.