Spot telemarketing: “vergognoso”. Chiesto lo stop

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play_video_telemarketing180.jpgIngannevole ed indecente. Gli appellativi non proprio onorevoli sono rivolti allo spot ministeriale sul telemarketing, da parte di due associazioni di consumatori, la Federconsumatori e la Adusbef. Così quella che dovrebbe essere una pubblicità per mettere al corrente i cittadini della possibilità, sacrosanta, di non subire più le telefonate pubblicitarie grazie all’iscrizione al “registro delle opposizioni”, diventa “una vera e propria istigazione ad essere molestati dal telemarketing”. Ad inveire contro lo spot realizzato dal ministero dello Sviluppo economico ed a chiederne l’immediata rimozione sono i presidenti delle due associazioni di consumatori, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. “Al posto di informare i cittadini – continuano le due associazioni – fornendo le istruzioni utili su come iscriversi per non essere disturbati con insistenza a tutte le ore del giorno, si tenta quasi di convincerli che, in fondo, il telemarketing non è poi così male e potrebbe anche essere utilissimo!”. In effetti lo slogan della pubblicità, che da qualche giorno si vede in prevalenza sulle reti Rai e Mediaset, dice “uomo registrato un po’ meno informato”, non proprio un messaggio che invoglia alla registrazione. Un po’ come se nella pubblicità ministeriale contro la droga il testimonial dicesse: “se non ti fai una pista sei fuori moda”. Quantomeno curioso. “Questo rispecchia in pieno l’atteggiamento del Governo che, – proseguono i due presidenti – nonostante il parere contrario del Garante della privacy, al posto di adottare il sistema dell’opt-in diffuso in gran parte d’Europa (che prevede che il cliente che voglia essere disturbato debba espressamente manifestare la propria volontà), ha istituito il meccanismo dell’opt-out (vale a dire l’iscrizione al registro delle opposizioni per non essere molestati)”. “Chiediamo, pertanto – concludono – di ritirare immediatamente il vergognoso spot in questione che siamo pronti a denunciare come pubblicità ingannevole!”. Ad incrementare i dubbi sulle reali intenzioni dello spot, si aggiunge una certa “omertà” sull’argomento di cui, per la verità, pochi sanno qualcosa. Eppure la procedura è molto semplice: basta iscriversi presso il sito web www.registrodelleopposizioni.it, gestito dalla fondazione Ugo Bordoni, per conto del dipartimento comunicazione del ministero dello Sviluppo Economico. In questo modo, la registrazione dell’utenza telefonica obbligherà i venditori a non contattare i cittadini, come disposto dal Garante per la privacy. Così, ogni utente telefonico può negare la possibilità di essere disturbato con televendite da parte degli operatori che utilizzano dati personali per l’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o di ricerche e comunicazione commerciali. Ad oggi però, i dati sulle iscrizioni al registro, diffusi dalla Fondazione Bordoni, non sono eclatanti. Gli iscritti meno del 2% degli abbonati degli elenchi telefonici, vale a dire che su oltre 13 milioni di abbonati hanno finora usufruito di questa tutela circa 280mila utenti: un numero davvero esiguo. Il 63% di loro l’ha fatto via web, il 27% per telefono e il 10% tramite mail, fax, raccomandata.