“Squid Game”, la serie sudcoreana di Netflix è già un cult mondiale

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A meno di un  mese dall’uscita su Netflix Squid Game ha già conquistato una quantità immensa di telespettatori in tutto il mondo. La serie tv sudcoreana scritta e diretta da  Hwang Dong-hyuk è senza dubbio il fenomeno televisivo del momento, con un successo straordinario in termini di visualizzazioni sulla piattaforma, interazioni sui social e marketing.

Le vicende si basano su un gruppo di 456 persone con problemi economici che decidono di partecipare ad un misterioso torneo in cui dovranno compiere dei giochi allo scopo di conquistare il montepremi finale di 45,6 miliardi di won, circa 33 milioni di euro. Quello che ancora non sanno, è che ciò a cui stanno prendendo parte è una vera e propria sfida ad eliminazione, in cui i concorrenti via via sconfitti pagano con la morte. Un survival drama ricco di azione e suspense, con un meccanismo narrativo che riesce a catturare efficacemente l’attenzione del pubblico e, soprattutto, a mantenerla viva per tutti i 9 episodi. Le atmosfere sono quelle di un thriller contaminato dall’horror, con elementi scenici e visivi volutamente surreali ed esasperati.

Ciò che in Squid Game certamente non manca è la violenza, tanto che in patria le polemiche non si sono fatte attendere ed hanno sostanzialmente diviso l’opinione pubblica. C’è chi è rimasto letteralmente affascinato dalla trama e dalle prove svolte nella serie (ispirate ai giochi corani per bambini) e c’è chi invece ha criticato aspramente l’eccesso di violenza, anche piuttosto cruda, portata in scena. Oltre a questo, a generare discussioni è stato l’impatto “commerciale” che la serie ha avuto nella società coreana. I biscotti al caramello Dalgona presenti in Squid Game e realmente esistenti, hanno visto nelle ultime settimane aumentare il loro prezzo di vendita in maniera esponenziale, passando da un equivalente di circa 70 centesimi a più di 5 euro. Al centro di Seoul poi, un’istallazione pop- up che riproduceva alcuni dei giochi svolti dai protagonisti è stata oggetto di numerose polemiche e rimossa anticipatamente a seguito degli eccessivi assembramenti di fan che si erano creati sul posto.

Non si può quindi negare il grande impatto generale avuto, che sia positivo o negativo. Un impatto che è stato, forse, ancor più grande all’estero, sull’onda del grande successo di Parasite (vincitore dell’Oscar nel 2020) e, perché no, anche dell’esplosione planetaria del cosiddetto K-pop, la musica pop e dance coreana incarnata dalle boy band acclamate da milioni di adolescenti in tutto il mondo.