Su Sky la seconda stagione di Warrior. La serie basata sugli scritti di Bruce Lee

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Foto da Ufficio stampa Sky

Questa sera alle 21.15 debutta su Sky Atlantic la seconda stagione di Warrior, la serie prodotta da Cinemax (HBO) e basata su alcuni scritti di Bruce Lee ritrovati dalla figlia Shannon, che del progetto è produttrice esecutiva. Gli ingredienti principali sono il drama e l’azione, quest’ultima declinata soprattutto tramite le arti marziali, che proprio grazie a Lee conquistarono il mondo del cinema nei primi anni ‘70.

Le vicende si svolgono alla fine dell’800. Protagonista è Ah Sahm, ragazzo cinese con la passione per le arti marziali, che sbarca a San Francisco per cercare la sorella scomparsa. Qui, entra nel giro delle bande criminali di Chinatown (le Tong) e viene affiliato ad una di esse. Prende così parte alle sanguinose lotte con le bande rivali per il controllo del potere, dovendo perciò fare affidamento sulle sue straordinarie capacità di combattimento. Dopo essersi miracolosamente salvato, in questo secondo capitolo della serie Ah Sahm brama la vendetta contro la Tong dei Long Zii, il cui nuovo leader è proprio Mai Ling, la sorella che tanto aveva cercato e che adesso lo vuole morto. Partirà quindi una nuova feroce guerra.

A fare da sfondo alla storia è anche il clima di razzismo anti-cinese che regna nella città californiana dell’epoca. Lo scenario di violenza, corruzione e odio etnico, rappresenta perciò un ulteriore elemento di tensione che si aggiunge all’intrigo delle lotte tra bande di Chinatown. San Francisco era peraltro la città di nascita di Bruce Lee. Il celebre attore e lottatore, proprio per la sua appartenenza a due culture così differenti, quella americana e quella asiatica, nel corso della sua vita ha sempre lavorato per cercare di sviluppare il dialogo e la tolleranza tra le due diverse etnie. In questo, le arti marziali hanno certamente rappresentato un linguaggio universale.

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